Le santelle


 

 

 

 

 

 

 

 

La fine del '700 e l'800, fino a prima della 2° guerra mondiale (a giudicare da ciò che ci rimane), è il periodo delle "santelle" ossia le immagini popolari di soggetto religioso dipinto sulle case comuni, come segno di devozione o come "grazia ricevuta".  Ora i segni del tempo hanno irrimediabilmente compromesso questa espressione della cultura popolare, che a volte ha tratti grossolani e ingenui, ma a volte ha anche tratti di una certa velleità artistica.  A Piateda le santelle più antiche sono, a nostro giudizio, una a Baruzzèra, in una posizione nascosta, e la seconda a Pusterla, la terza a Monno; tutte e tre sembrano della fine del '700 (quella di Baruzzèra porta anche la data: 1791).

A Piateda le santelle erano, come in ogni paese valtellinese, molte di più: in parte però sono andate perdute col crollo di vecchie abitazioni, in parte sono state danneggiate a tal punto che non rimane quasi nulla e in parte sono state ricoperte dall'intonaco delle recenti ristrutturazioni.  Ne rimangono 4 a Baruzzèra, 1 a Pusterla, 1 a Monno, 1 a Piateda Alta, 1 a Bessega (la decorazione della cornice, poiché la santella è una stampa su carta), 1 a Cà d'Agneda, 2 a Valbona, 1 a S. Pietro Martire, un paio a Boffetto ma quasi cancellate e infine la bellissima santella di Vedèl.