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Sentieri: la prima cosa
In certi comuni orobici, come a Piateda, in fatto di sentieri si è poco oltre l'anno zero. Abbiamo poche ed essenziali direttive: dal Rifugio alpini al Mambretti e al Rodes, La GVO che attraverso il P.so del Biòrc scende al Mambretti, a Scàes, porta al P.so Forcellino, al P.so Brandàal e al P.so Scultadòor. Un sentiero da Ambria raggiunge la GVO all'altezza delle miniere del ferro. Un altro la raggiunge in fondo alla Val d'Ambria. Tutto qui o poco più. C'è un enorme lavoro da fare (e speriamo e confidiamo nel lavoro volontario, se verrà incentivato, organizzato e rilanciato, magari sotto la guida e il coordinamento della locale preziosa sezione ANA) per ripristinare una rete minima accettabile di sentieri sicuri e comodi. Nel merito, apprezziamo il lavoro fatto da alcuni volontari, che hanno ripulito il sentiero che da Armisola porta a Piateda di Sotto, località che sono in Comune di Ponte ma che vengono frequentate molto di più dagli abitanti di Piateda. Si sono tagliati alcuni arbusti di ontano, che d'inverno rendono impraticabile il sentiero perché piegati dalla neve (non si passa neppure con gli sci). Il lavoro ha reso il percorso estremamente agevole, anche per gli animali che d'estate praticano l'alpeggio. E poi, una bella polentata in compagnia, insieme agli alpini che hanno pulito l'alpeggio delle Piane dalle pianticelle che infestano i pascoli (rododendri, ginepri, piccoli abeti, larici, betulle, ecc. che si sono seminati nel tempo) perché gli animali non sono più presenti in modo adeguato: è un volontariato che si fa ti cuore e di palato, che convince, che avvicina la gente al territorio, fa amare la montagna e ristabilisce i legami di amicizia. Per questo ci auguriamo che diventi sempre più presente e praticato.
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