Un comportamento integrato

con l'ambiente montano


 

 

 

 

 

 

 

Il comportamento "ecologico" non è nulla che non sia alla portata di una sensibilità media.  "Rispetto" per la natura, che è anche rispetto per noi stessi, non implica nulla di diverso da un comune "buon senso".  Di seguito riportiamo alcuni punti di vista, che ci vengono dalla nostra esperienza di escursionisti.

 

Rifiuti

La montagna non ha bisogno dei rifiuti e chi fa escursioni non ha bisogno di camminare fra i rifiuti.  Un semplice foglio di carta, di quella che si usa per avvolgere le vivande ad esempio, impiega anni per degradarsi e intanto deturpa l'ambiente.  Una scatoletta di latta aperta e abbandonata, può essere un'occasione perché un animale si ferisca.  Un sacchetto di plastica, può soffocare una piantina.

E' buona norma portarsi i propri rifiuti a valle e smaltirli per i normali cicli di smaltimento.  Insomma: se li abbiamo portati in salita, non ci costa poi molto portarli in discesa...  E' pertanto buona norma avere nello zaino un sacchetto vuoto nel quale riporre i rifiuti, anche croste di pane o avanzi di cibo, perché gli animali potrebbero ammalarsi venendo a contatto con germi e sostanze che sono estranee al loro ambiente.

Tempo fa, presso la baita di Rodes, quando ancora era abbandonata (ora ha ripreso l'attività estiva) abbiamo portato a valle tre sacchetti stracolmi di rifiuti sparsi davanti alla baita: bottiglie di vetro e di plastica, lattine, scatolette, e ogni schifezza possibile e immaginabile. Certo la baita di Rodes non aveva bisogno di quelle decorazioni.

 

Fuochi

Il fuoco di bivacco all'aperto è proibito, nel parco delle Orobie.  I fuochi si accendono là dove esiste una struttura adatta: una baita, un rifugio.  Il fuoco infatti, anche se sembra spento, a volte può "covare" sotto la cenere, e basta un soffio di vento per riattizzarlo e magari spargere scintille sull'erba secca o su altro materiale che s'incendia facilmente.

 

Rumori

Gli urli, gli schiamazzi, i richiami ad alta voce, la musica a volume alto, ecc., sono da evitare in alta montagna, perché mettono a disagio gli animali.  La regola vale anche al contrario: ossia, in luoghi particolarmente instabili ed erti, come il sentiero salendo il P.so di Caròn, è bene ogni tanto parlare ad alta voce (pur senza urlare), perché se si sbuca all'improvviso alla vista di un branco di ungulati, la loro fuga scomposta potrebbe causare pericolose cadute di pietre.

 

Feci

Ovviamente può capitare di dover defecare: per stare terra a terra dobbiamo prevedere anche questa ipotesi.  L'abbandono dei propri residui organici può essere un buon vivaio di germi per gli animali: bisogna quindi coprirli con pietre, in modo che l'animale non ne venga a contatto.

 

Camminare sui sentieri

Dove esistono, è bene camminare sui sentieri; prima di tutto perché si fa meno fatica, e in secondo luogo perché  si evita di calpestare gli arbusti.

 

Prudenza

I comportamenti imprudenti in montagna sono innumerevoli.  Ne elenchiamo alcuni:

-  Aventurarsi su pendii innevati con gli sci: occhio sempre al bollettino metereologico e al pericolo di caduta valanghe.  Le valanghe si possono facilmente provocare se la neve non è assestata o se la temperatura è troppo alta.  Si possono anche facilmente subire se ci si avventura a basse quote in periodi di disgelo.  Prima di incamminarsi sotto luoghi impervi, esaminare sempre attentamente se le valanghe si sono già staccate.  In caso contrario desistere, cambiare decisamente itinerario.

-   Non affrontare mai salite o discese sconosciute se non si è sicuri di poter tornare indietro in caso di difficoltà non superabile, specie se non si ha attrezzatura o non ci sono le condizioni idonee per scalare o per calarsi.  Restare imbottigliati è più facile di quanto non si creda.  Prima di affrontare un percorso esaminarlo attentamente ed individuare una via di uscita sicura, anche se doivesse cambiare improvvisamente il tempo.

-  I ghiacciai orobici sono piccoli e non pericolosi.  Tuttavia non affrontare mai l'attraversamento di un ghiacciaio da soli, senza sicurezza.

-  Non è prudente avventurarsi fuori dai sentieri senza un paio di buoni scarponi.  Le scarpe da ginnastica, ancorché robuste, vanno bene sui sentieri e sulle pietre ma sono pericolose sull'erba dei pendii ripidi.  Gli scarponi inoltre prevengono gli incidenti più banali, come la rottura dei malleoli, le dirtorsioni della caviglia, possibili anche nelle escursioni più semplici.  Si faccia uso delle scarpe da ginnastica soltanto nei percorsi meno ripidi e meno accidentati.

-  Evitare di spogliarsi senza una protezione solare, soprattutto se c'è ancora neve.  La temperatura fresca dell'aria ci impedisce di valutare il calore del sole e quando si avverte un piccolo bruciore, significa che ormai si è già ustionati.  Evitare inoltre di camminare sulla neve senza gli occhiali da sole: si potrebbe pagarla cara, con una congiuntivite coi fiocchi.

-  Dotarsi di bevande ricche di sali minerali oppure di pastiglie di magnesio e potassio, soprattutto se si suda molto.  L'eccessiva sudorazione indebolisce il fisico soprattutto nei più anziani, procura solenni mal di capo, crampi, ecc.  E' bene assumere magnesio e potassio già il giorno prima dell'escursione sino al giorno dopo, secondo prescrizione medica.

-  Avvisare sempre i propri famigliari dell'itinerario che si intraprende e presumibilmente l'ora del ritorno, specie se si cammina da soli.  Se dovesse capitare un incidente che ci impedisce di proseguire, i soccorsi possono in questo modo trovarci agevolmente.  Per questo è utile anche dotare il proprio zaino di un "frontalino", ossia una torcia elettrica che si porta sul capo, in modo che accendendola di notte qualcuno possa vederci, poiché nella maggior parte delle montagne orobiche il telefono cellulare è inservibile. 

-  Evitare di esporsi ai temporali.  In caso di temporale, cercare immediatamente un rifugio, anche un semplice masso, e non esporre oggetti di metallo, apparecchi elettronici, monili in oro.  Evitare anche le rocce che contengano ferro (frequenti sulle Orobie).

-   Se si deve percorrere tratti scoscesi e instabili (es. il Passo Cigola o la Bocchetta di Caronno o di Podavit), "avvisare" sempre i camosci del nostro passaggio, battendo il bastone o semplicemente le mani.  Questi animali quando si spostano provocano spesso cadute di sassi, pericolosissime per l'escursionista.

 

Raccogliere fiori

Vi sono alcune specie protette che non si possono raccogliere.  Il nostro consiglio è: miniamoci di una macchina fotografica e fotografiamoli; tanto, sappiamo che fine fanno le raccolte di fiori proibiti: irrimediabilmente nella spazzatura o, al massimo, a rinsecchire fra qualche libro dimenticato.  Se proprio qualcuno non può fare a meno della camomilla selvatica... almeno la raccolga dove ce n'è tanta (e certo non gli auguriamo che la faccia franca al controllo delle guardie ecologiche).

 

Formicai, nidi, tane

Spesso si trovano, specie nelle pinete e a volte anche sui sentieri, grandi formicai.  C'è qualche furbo che si diverte a scomporli con i bastoni, per vedere poi come le formiche si danno da fare a riparare il danno.  Non facciamo commenti: gli auguriamo soltanto di non vedere lui stesso disperato e spaventato di fronte a un improvviso terremoto che gli rade al suolo la casa (ma, si dice, tanto gli animali non soffrono... ed è sempre la leggenda metropolitana ad averla vinta, anche se i ricercatori hanno dimostrato che le formiche provano panico, e persino urlano di spavento, anche se noi, ovviamente, non possiamo sentirle).

Un comportamento di rispetto si deve tenere anche verso gli altri ripari degli animale: i nidi, le tane delle marmotte o dei tassi.  Sconvolgere l'esistenza di questi esseri è una crudeltà inutile e non aiuta certo l'ambiente, che si regge su equilibri impensati e fragilissimi, a cominciare dal lavoro delle formiche.

 

Vipere

In tanti anni di escursioni, chi scrive ha visto soltanto tre volte la vipera.  Due volte è fuggita, spaventata dal rumore degli scarponi e del bastone.  Una volta invece, sul crinale fra il Rodes e il P.zo Pessa, ha "soffiato", ossia si è messa in posizione di difesa (e non di attacco, come dice la solita leggenda metropolitana), perché il sottoscritto era troppo vicino e non vi erano molti spazi di fuga.  Quando la vipera "soffia", non bisogna far altro che indietreggiare di qualche passo, senza fretta.  Cessato l'allarme, il nostro rettile devierà per un'altra strada, con tutta calma.

La vipera non attacca l'uomo, se non si sente minacciata, perché il suo veleno (che, tra l'altro, è un medicamento importante) gli serve per le prede che deve cacciare, e sa benissimo che l'uomo non può rientrare in questa categoria.

E' peraltro un animale utilissimo all'ecosistema ambientale, e se è diffuso, significa che tutto sommato l'ecosistema è ricco di vita (insetti, piccoli roditori, ecc.).

 

Marmotte

E' molto facile imbattersi in una colonia di marmotte.  Quando la "sentinella" avverte una presenza che ritiene pericolosa, lancia un "fischio", per avvisare la truppa.  Se si ha un buon obiettivo appeso al collo, l'ideale è fermarsi e rimanere immobili, cercare di capire da dove proviene il fischio e inquadrare l'animale.  Se si sta immobili, la marmotta rimane disorientata, perché i suoi occhi non sanno distinguere la figura senza movimento, e la si può osservare con tutta calma.

 

Animali domestici

Se si va in montagna con un cane, è bene assicurarsi che non spaventi gli animali selvatici e neppure quelli domestici.  Possibilmente lo si tenga al guinzaglio, se ha l'istinto di rincorrere altri animali.  La capre, ad esempio, vivono allo stato libero per gran parte dell'anno e se associano la presenza dell'uomo al pericolo, sarà un problema per il pastore recuperarle in inverno e portarle al piano.  In genere, se si capita in un gregge di capre, queste sono portate a seguire l'escursionista, nella speranza di ricevere un po' di sale (infatti i pastori ogni tanto si recano presso i greggi girovaghi, proprio per somministrare il sale, perché l'organismo degli animali ne ha bisogno, ed ovviamente le capre associano la figura umana con il sale).  Se un gregge segue l'escursionista, è bene che egli lo scoraggi senza spaventarlo.  Di solito basta un segno deciso con le mani, senza urlare o, peggio, lanciare sassi.

 

Abbigliamento e dotazione zaino

L'abbigliamento per l'alta montagna deve essere accuratamente selezionato.  Nello zaino è bene che sia disponibile ogni cosa adatta ad affrontare gli imprevisti che possono derivare da un brusco cambiamento climatico.  A chi scrive ad esempio, è capitato di partire dal piano  un mattino di cielo azzurro senza neppure una nube e con una temperatura estiva, di arrivare ad Ambria (neppure mezz'ora di auto) e parcheggiare con le prime avvisaglie di nuvole, e dover ritornare in tutta fretta da metà della Diga del Venina sino ad un riparo occasionale presso la diga, da dove poteva assistere all'eccezionale evento atmosferico della pioggia che si tramuta in neve sotto le folate di vento gelido (spettacolo davvero affascinante).

Nello zaino è bene avere qualche ricambio, specie se si suda molto: fermarsi senza cambiare almeno la maglietta non è il massimo per la salute.  Bisogna avere qualcosa per proteggersi dalla pioggia: l'ideale è una mantella che copre il corpo e anche lo zaino, lasciando traspirare la pelle.

Se si ha i piedi delicati, che si affaticano troppo con gli scarponi, sarà bene avere a disposizione un paio di scarpe da ginnastica, da calzare nei tratti meno impervi.

Lo zaino inoltre dovrebbe avere una sua "dotazione fissa": un paio di occhiali da sole, una busta con il minimo per le medicazioni (disinfettante in bustine, garze per medicazioni, garza sterile, pomata cicatrizzante, pomata per le contusioni, un tensoplast, il laccio emostatico con la pompetta per aspirare il sangue - in caso di morso da vipera), un paio di guanti, un berretto di lana, la crema solare, un sacchetto vuoto per i rifiuti, un coltello a serramanico, un bicchiere di plastica, e ovviamente le attrezzature necessarie ad affrontare particolari itinerari come ramponi, piccozza, caschetto, un cordino, l'imbragatura, ecc.

Infine, è bene evitare di portare nello zaino contenitori di vetro: troppo pericolosi  (sono in vendita ottime bottiglie di alluminio);  lattine (vi obbligano a bere tutto il contenuto, o a sciuparlo).  Un buon thermos di the può andar bene, anche se occupa un po' di spazio

Si evitino alcolici e soprattutto liquori: tagliano le gambe, rallentano i riflessi, espongono a pericoli.  Anche la diceria che un buon sorso di grappa combatte il freddo è una leggenda metropolitana: l'alcol infatti allarga i pori della pelle e dopo un po' si sente più freddo di prima (e allora, giù altra grappa...); piuttosto, è bene avere un sorso di bevanda cada o comunque non fredda.

Quando si beve, si assuma la bevanda molto adagio, specie se fredda, per non sottoporre lo stomaco a stress ed assumere troppo liquido (con successivo eccesso di sudorazione).  Bere troppo e in fretta, specialmente salendo, è anche un fattore che dimezza la resa dell'organismo ("taglia" le gambe).

Infine, il carico dello zaino deve essere ben bilanciato, perché gli sbilanciamenti, passo dopo passo, obbligano il corpo ad affaticare di più certi muscoli per mantenere l'equilibrio.  E' mene che lo zaino sia ben raccolto e legato, senza possibilmente usare le tasche laterali.


 

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