|
I Maggenghi
I maggenghi, come i pascoli, non erano abitati tutto l'anno, ma a differenza di questi erano coltivati a prato ed eccezionalmente con qualche campicello di patate (le patate cresciute in alto infatti, forniscono un'ottima semente per i campi in pianura), verdure, granaglie. I maggenghi pertanto sono caratterizzati dalla presenza di un fienile, una stalla, una casèra, un bàit (sorta di casotto, dove scorre acqua molto fredda, per la conservazione del latte nelle caldére) . Noi abbiamo forse impropriamente chiamato "alpeggi", nelle nostre note, alcuni insediamenti che probabilmente, in tempi passati erano dei maggenghi. Oggi però la differenza è più sfumata, perché non si fa quasi più la fienagione, a volte anche dove è possibile arrivare con un trattore o un carro. Il fieno messo da parte in estate, era recuperato in inverno. Non appena il suolo si induriva per il gelo e le riserve di fieno cominciavano a scarseggiare nelle stalle al piano, il contadino si recava sui maggenghi a recuperare qualche carico di fieno. In genere non vi andava da solo. Il fieno infatti veniva stipato su grandi slitte di betulla, non sempre munite di pattini di metallo, e veniva spinto a valle lungo i sentieri. L'operazione necessitava di molta concentrazione e notevoli sforzi per governare la slitta: spingere o tirare quando non andava avanti, oppure frenare quando la pendenza era troppo forte, fare attenzione ai dislivelli del terreno perché il carico non si rovesciasse: era quindi consigliabile essere una piccola squadra ben organizzata ed equipaggiata. Frequenti erano anche gli incidenti e gli infortuni in questo genere di operazioni. I maggenghi erano pertanto collegati ai luoghi abitati da sentieri abbastanza larghi e comodi, spesso lastricati con pietre salde e sicure (molti sono ancora visibili e agevolmente praticabili). La permanenza delle bestie nel maggengo garantiva la produzione di letame per concimare i prati e garantire una buona produzione di foraggio per l'anno successivo (un taglio o due all'anno, e un po' di pascolo in settembre). La differenza fra maggengo e alpeggio, come si diceva, è in seguito sfumata, tanto che i maggenghi, che si faccia o no la fienagione, in realtà servivano e servono anche da pascolo alto. Negli alpeggi invece, è assente la cascina per il fieno e la stalla non sempre veniva usata. I numerosi maggenghi dislocati in tutto il territorio montano, possono essere considerati altrettanti rifugi occasionali in caso di cattive condizioni del tempo. I maggenghi infatti sono perlopiù aperti (sicuramente lo è almeno la stalla o qualche casotto nei dintorni della cascina principale). Un'ulteriore sfumatura, nel corso degli anni, si va insinuando fra luogo abitato e maggengo. Le località di Bessega, Agneda, Ambria, S. Salvatore ad esempio, per certi versi hanno perso il carattere originario, più legato al costante insediamento umano, per assumere alcuni caratteri del maggengo, anche se questi ed altri luoghi, ormai ammodernati, servono soprattutto come residenza estiva delle famiglie dei residenti al piano, con case che a volte non hanno da invidiare nessuna comodità alle abitazioni principali.
|