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Cenni storici
La zona, come gran parte dell’arco alpino, fu colonizzata in età eneolitica dalla popolazione dei Liguri (ne rimane traccia soprattutto nei toponimi), poi dagli Etruschi (VIIII - VII secolo a.C.), dalle popolazioni retiche e marginalmente quelle celtiche. I Reti erano popolazioni di derivazione ligure, che assorbirono in gran parte la cultura etrusca, ne derivarono l’alfabeto, simile a quello camuno e molte usanze. La dominazione dei Celti invece interessò maggiormente la pianura Padana: i Celti non si addentrarono molto nelle vallate alpine, così che culture molto antiche, come quella camuna e retica, sopravvissero fino all’avvento dei Romani, circa 3 secoli a.C. I romani, risolta la nota questione con Annibale, fondarono un “castrum” a Como, nel 196 a.C., che poi rapidamente fu costituito a municipalità, e che in età imperiale estese i suoi confini fino a Samolaco in Val Chiavenna, e a Tirano, in Valtellina. Oltre stava la provincia retica, nel frattempo conquistata dai nipoti di Ottaviano, Tiberio e Druso. La zona orobica rientrava pertanto in questa municipalità. La Valtellina non attrasse colonozzatori romani: la condizione del fondovalle, alquanto paludosa, non era adatta all’insediamento di coloni. Vi era un’unica via, neppure molto agevole e importante, la Via Valeriana (in parte ancora esistente), che era usata soprattutto per i traffici locali, ed era situata sul versante retico. I romani costruirono, specie in concomitanza con le successive invasioni dei barbari, una serie di fortificazioni per il controllo del territorio a vista e per segnalare velocemente la presenza di invasori, rete che sopravvisse sino al medioevo avanzato. La Valtellina fu abbastanza al riparo dai disordini che seguirono la caduta dell’impero romano ad opera di Odoacre nel 482, se si eccettua l’incursione dei Franchi, all’inizio del sesto secolo e quella dei longobardi, alla fine del medesimo secolo. I Longobardi però giunsero abbastanza tardi in Valtellina e Valchiavenna, e pure in pochi (circa il 10% della popolazione), ma lasciarono un’impronta marcata nella lingua, da Chiavenna a Tirano. Inizia poi l’impero Carolingio, sotto il quale si rafforzano le Pievi e i possedimenti cluniacensi, appoggiati da Carlo Magno e gli imperatori che gli succedettero. Si costruì così una fitta rete di possedimenti governati da ecclesiastici in nome dell’Imperatore. Gli imperatori tedeschi poi accrebbero l’autorità amministrativa e politica dei Vescovi, che a loro volta si servivano di signorotti locali per il governo dei vescovadi, sino a quando non si arrivò all’emancipazione dei Comuni, ai quali fu trasferita parte delle prerogative dell’antica signoria. Como ad esempio estendeva il suo influsso sulla Valtellina e la Valchiavenna. Ma in quel periodo fiorirono in Valtellina anche delle forme di parziale autogoverno locale, strappate ai diversi contendenti il dominio sulla valle (specie Como e Milano)in cambio di appoggio politico; tale ad esempio la Magnifica Comunità di Boffetto (nelle Orobie), che ancora nel 1796 lascia traccia di un ordinamento. Intorno al 1300 furono poi i Visconti, signori di Milano, a costituire ducato lombardo che per due secoli (fino alla guerra con Luigi XII) incorporò anche la Valtellina. Loro fedeli alleati furono i Duchi D'Ambria, l'antico casato nobile di Piateda.
Stemma visibile a Boffetto. Il disegno della torre allude probabilmente alle fortificazioni medioevali sul ponte di Boffetto
Nel 1512 i Grigioni colsero l’occasione della Lega Santa, promossa contro i francesi, per occupare la Valtellina e la Valchiavenna. Ma l’occupazione grigiona, avvelenata da guerre di religione, si concluse nel 1620 con il “Sacro Macello”. Seguì un periodo di disordini, segnato da guerre fra Spagna, Francia, Venezia, Grigioni ed Impero germanico per il possesso delle due valli, che si risolse nel 1639 con la restituzioni della Valtellina e Valchiavenna ai Grigioni, che le tennero fino all’avvento di Napoleone. Il quale, prendendo atto che i Grigioni non volevano accettare questi possedimenti come “quarta lega” grigionese, in pari diritti con le leghe di Coira, la Lega Grigia e la Lega delle Dieci Giurisdizioni (Davos) li annesse alla neocostituita Repubblica Cisalpina, nel 1797. E’ nel 1805, con la costituzione del Regno d’Italia (quello costituito da Napoleone), che compare per la prima volta la circoscrizione d’Adda, con capoluogo Sondrio. Il Congresso di Vienna assegnò poi la circoscrizione d’Adda al Regno Lombardo Veneto e pertanto con l’unità d’Italia, la Valtellina fu annessa al nuovo Regno.
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