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Parrocchia di S. Caterina d'Alessandria - Boffetto
Note dall'Archivio Parrocchiale di Boffetto
ORIGINI STORICHE Ignote sono le origini della chiesa che si ritiene, per più di un motivo, di poter far risalire al tardo Medioevo. La disposizione E-0 del tempio, con l'abside rivolta a oriente, è generalmente sintomo di antichità. La dedicazione a S. Caterina d'Alessandria costituisce indizio sicuro di culto medioevale. E' probabile che la chiesa di Boffetto sia stata fondata nel XV secolo, allorché il paese andava prendendo consistenza di borgo. La chiesa nacque con il paese e quindi anche come centro di vita religiosa, sociale e civile. Le notizie sono scarse: i documenti d'archivio prima del '600 sono pochi e frammentari. Senza dubbio nel XVI secolo esisteva a Boffetto una chiesa dedicata a S. Caterina (cfr. Documenti in archivio parrocchiale: 6.4.1587; 23.3.1590; 17.12.1624; 22.9.1675). La ricostruzione della chiesa, quella attuale, è sicuramente successiva alla costituzione della parrocchia in seguito al distacco dalla matrice di Tresivio, nel 1624.
NOTE ARTISTICHE
ESTERNO: E' riconosciuta tra "le belle chiese barocche" della Valtellina (U. Leoni, 1976). La facciata, fino all'estate 1993, evidenziava i segni del tempo, del logorio e dei vari cedimenti delle fondazioni, con notevoli crepe, in particolare quella centrale che correva dall'alto del timpano fino allo zoccolo, notevolmente rovinato e smunto. Tutto ciò oggi è percepibile solo da parte degli esperti e dei tecnici, dopo le migliorie apportate con i lavori di restauro nei mesi di luglio-agosto1993. L'intervento di restauro ha comportato il consolidamento degli intonaci, la pulitura, la stuccatura, il fissaggio della pellicola pittorica e la reintegrazione pittorica. Le linee baroccheggianti animano la superfìce con lesene e nicchioni dipinti con santi e figure simboliche (temperanza, fortezza, carità,...) parzialmente recuperate con il restauro pittorico del 1993. Il portale, in pietra verde-giallo-grigio, è datato 1695. Rimangono ancora notevoli problemi per le pareti laterali, specialmente quelle a sud, con varie crepe, in modo particolare in coincidenza con le finestre delle cappelle secondarie.
INTERNO: E' ad una navata con pavimento in pietra verde cupo, 1705. Il capolavoro artistico è il 'ciborio' in legno dorato-policromo. Per monumentalità, stile, struttura architettonica ,e particolari decorativi, il ciborio costituisce una chiara antologia del gusto e della cultura del '600 valtellinese. Per questo attribuito alla tarda metà del XVII secolo. E' a forma ottagonale, ricco di colonnine, statue lignee di varia misura. Nella relazione dell'ispettore di zona doti E. Noè, del 1991, così si legge: "...nel presbiterio, sull'altare maggiore, si trova il grande ciborio ligneo con il gruppo plastico dell'Assunta, opera documentata di Giambattista Zotti". Sempre nel presbiterio, sulle pareti si trovano due quadri e un affresco. Una tela raffigura la Crocifissione con Maria addolorata e S. Giovanni della Croce (?), databile al sec. XVII (come dalle note già citate del dott. E. Noè); l'altra rappresenta Madonna con Bambino e i SS. Nicola da Bari e Pietro da Verona, martire (sec. XVII ?); l'affresco raffigurante i SS. Sebastiano, Rocco e Sebastiano, datato 1 ° giugno 1538. Sulla volta sono decorati grandi medaglioni, con cornici in stucco, narranti la vita di S. Caterina d'Alessandria, la patrona. Purtroppo domina una lunga crepa che corre per tutta la volta, dall'entrata fino all'arco del presbiterio. Anche per evitare peggioramenti e legare la struttura pareti-volta, nel febbraio 1993 sono stati posti in opera (all'interno) tre tiranti. Vi sono quattro cappelle laterali, due per lato. Gli elementi decorativi qui si infittiscono e raggiungono tutta l'esuberanza del barocco. Tutte le cappelle sono accomunate dallo stile tardo-secentesco.La prima a destra: è dedicata all'Immacolata: Oltre a una splendida balaustra in marmo policromo e a bei stucchi decorativi, c'è una statua lignea della Vergine, mirabile per la sua bellezza, finezza ed eleganza. Pregevole per intagliatura, doratura e dipintura policroma, la prima è opera di G. Battista Zotti; la seconda di Matteo Quadrio, 1705. La seconda: della Madonna del Rosario, con una grande tela di ignoto del Sec. XVII o seguente, in mezzo a S. Domenico e S. Caterina da Siena e angeli. La terza, sulla sinistra: dedicata a S. Antonio da Padova che, con un altro santo (?), venera la Madonna con il Bambino (Sec. XVII o XVIII). La quarta: è dedicata allo Spirito Santo, nella scena della Pentecoste, con Maria e gli Apostoli,* opera di .Giuseppe Prina (o Brina), pittore bergamasco, documentata al 1705 (cfr. relazione del dott. E. Noè)
CONCLUSIONE: La chiesa è stata oggetto di vari interventi di restauro parziale. Infatti, al centro della controfacciata, al di sopra dell'organo, si legge nel cartiglio: "Divae Caterrinae V.M. - Restaurabatur anno MDCCLXXXII - Iterum 1902". Gli altri interventi restaurativi del 1993 sono già stati segnalati sopra.
Orari delle funzioni: Sante Messe: ore 8 e ore 10.30 Celebrazione vespertina: ore 17 (in Avvento e in Quaresima) Orari feriali: Santa Messa: ore 17 (durante l'ora solare) ore 18 (durante l'ora legale) Santa messa al sabato: (metà giugno-metà settembre) ore 18 a S. Pietro Martire
San Rocco: -1 maggio, festa della consacrazione della chiesa - la domenica dopo il 16 agosto, festa di S. Rocco
Santa Caterina: - venerdì santo: processione con il Cristo morto nell'urna -15 agosto: solennità dell'Assunta: processione con la statua dopo la S. Messa - 2°domenica di novembre, festa della consacrazione della chiesa di S. Caterina - domenica più vicina al 25 novembre, festa della patrona S. Caterina. - 8 dicembre, festa dell'Immacolata: festa dei matrimoni (a ritmo di 5 anni)
Recapiti PARROCCHIA S. CATERINA D'ALESSANDRIA, via BOFFETTO, 6 - PIATEDA (SO) Tel. 0342-370124 (idem fax, su segnalazione).
Dipinto del santuario del Sinai (ignoto)
Statua lignea dell'Immacolata Concezione (1704 - Gian Battista Zotti)
Chiesa di S. Caterina - Foto Amonini |