Agneda


   

  

  

  

  

  

  

  

Agneda, come d'altra parte Ambria, è un antico insediamento probabilmente di pastori provenienti dalla Val Brembana e dalla Val Seriana, in provincia di Bergamo, che a un certo punto hanno deciso di stanziare nella valle e costruire il paese.  Il toponimo deriva evidentemente da "agnus", agnello.  Peraltro, la chiesa di Agneda è molto antica, probabilmente del XV secolo.  Il lunotto della porta di entrata infatti, è affrescato dal Valorsa, un rinomato artista di Grosio (un paese in Alta Valtellina) del 1500.  Il cimitero era situato lungo il perimetro della chiesa, come anticamente in tutti i borghi di montagna, ed è stato bonificato soltanto negli anni '70.  Non era però un insediamento importante come quello di Ambria, dove abitavano i duchi: lo si può capire anche dalla modestia dell'architettura della chiesa e dalle stesse abitazioni (quelle antiche) che non sono molte.

Era un paese molto più isolato di Ambria: lo si capisce anche dal dialetto, molto diverso da quello delle altre frazioni, a parte Ambria, con inflessioni bergamasche (ma d'altra parte non simile al bergamasco), più duro ed essenziale, forse mantenutosi più puro rispetto ad altri dialetti, proprio per la situazione di chiusura e non agevole accessibilità a queste valli.

Il borgo di Agneda fu sempre abbastanza popolato, anche per la vicinanza con le miniere del P.so della Scaletta e il forno di Vedèl, ma ebbe il massimo di espansione demografica negli anni '30, in concomitanza con la costruzione della diga di Scàes.

Ora il borgo è spopolato, ma anche d'inverno qualcuno è sempre di passaggio, anche nei giorni feriali: insomma, è abbandonato ma non del tutto.  Infatti, le case sono state quasi tutte ristrutturate, a volte quasi ricostruite dalle fondamenta, ma per la maggior parte seguendo dei criteri architettonici ed edilizi che sono in buona sintonia col paesaggio e l'ambiente di montagna, come si può vedere dalle fotografie che presentiamo.

Infine, un accenno alla guida locale, Bonomi, che agli inizi del secolo accompagnò molti clienti sulle montagne della Val Caròn, aprendo anche percorsi non ancora tentati, come la vetta di Scàes nel 1892, seguendo (a piedi nudi) una via diversa dal Baroni, che fu il primo a salirvi nel 1882, o su cime di un certo impegno, come le cime di Caròn e il P.zo del Porola.  Su di lui ha pubblicato un bel memoriale Marino Amonini, il fotografo che ci ha fornito alcune foto che appaiono sul sito.  L'icona qui a destra mostra, al centro, l'abitazione che fu del Bonomi.

Si trova la pregevole chiesa di S. Agostino, del XV secolo nella quale si celebra in febbraio la Festa di S. Agata.