Ambria

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

Ambria è un piccolo ma importante paese che sorge a 1325 metri, alla confluenza fra il torrente Venina, e il torrente Zapèl.  La confluenza stessa e l'abbondanza d'acqua della zona, sembrano essere l'origine del topònimo ambr-, forse importato dai popoli germanici che invasero l'Impero Romano.  La presenza di un luogo fortificato (castrum), posseduto dalla famiglia Fondra, e lo stesso nome "Ambria" sono testimoniati già da scritture del 1254, molto prima che i Duchi d'Ambria costruissero il loro castello. E' logico quindi supporre che già appena dopo il mille il luogo fosse frequentato e abitato, così come sosteneva lo storico Francesco Saverio Quadrio.  E, d'altra parte, il P.so Scìgula e il P.so Venina sono sin dall'antichità più remota luoghi di comunicazione con la Val Brembana e Bergamo.  Nella storia di Piateda, Ambria ebbe sempre un posto di eccellenza, fin dal Medioevo, soprattutto quando divenne sede del Ducato di Ambria, un'entità politica di origine medioevale nell'ambito dell'entourage dei Visconti, che fu poi soppressa dall'invasione dei Grigioni, nel XVI secolo, e non fu più ricostituita.  Anche il castello degli Ambria subì la stessa sorte.  Di tutta quella vicenda si è conservato soltanto lo stemma, caratterizzato dal leone bicaudato (segno di grande nobiltà), che ora appare sul gonfalone del Comune, e qualche dubbia traccia di rudere. La rinomanza del paese di Ambria e la sua relativa prosperità nei secoli XVI e XVII, fu dovuta anche all'attività mineraria in alta Val Venina, nonché alla presenza di modeste quantità di argento, di oro e di rame.  Resoconti di queste miniere sono stati redatti da Melchiorre Gioia e tutt'ora si trovano all'Archivio di Stato di Milano. Tra l'altro, agli inizi del 1800, come narra Battista Leoni in AA.VV., "Vicende orobiche", edito dalle parrocchie di Boffetto, Sazzo e Piateda, nella Val Venina fu scoperta un'importante vena di rame.  Il materiale non venne però estratto e i lavori di sondaggio durarono probabilmente solo per l'estate 1804, non perché il materiale non si trovasse, ma perché coloro che costituirono la società mineraria ruppero il consorzio con una solenne litigata.  Probabilmente già nell'antichità, stando ad allusioni di Plinio il Vecchio, oltre al ferro si estrasse anche il rame, nelle Orobie bergamasche ed anche valtellinesi.

Ambria comunica con Vedèl e con il fondo valle per mezzo di una strada in parte sterrata, costruita negli anni '70, e praticabile soltanto (da Vedèl) chiedendo il permesso all'amministrazione comunale.

Nei secoli il paese, pur decaduto, mantenne sempre una certa importanza, in parte legata anche agli epigoni dell'estrazione mineraria fino a metà dell'800.  I racconti popolari e la tradizione (ma anche le vicende storiche), narrano di continui contatti, e scambio con le popolazioni della bergamasca di oltre il P.so del Venina e il P.so della Scìgula, che peraltro sembrano essere proprio le popolazioni di origine dell'etnia ambrina e forse in parte di Agneda.  Di questi contatti rimane ancora, oggi, la testimonianza della Miniera del Ferro, in Alta Val Venina a oltre 2000 metri, i cui ultimi proprietari risiedevano in provincia di Bergamo.  Nei tempi antichi, quando ancora i trasporti e le comunicazioni avvenivano in gran parte a piedi, Ambria doveva essere un centro abbastanza significativo, e tappa di una certa importanza per i viaggiatori (il P.so Venina, tra l'altro, è facilmente accessibile a cavallo e a dorso di mulo).

  

Ad Ambria sorge l'importante chiesa di S.Gregorio Magno, edificata nel 1615 su strutture molto più antiche, consacrata nel 1620 e restaurata nel 1839.  Dal 1615 al 1886 fu vicecura della Pieve di Tresivio e dal 1886 al 1986 fu parrocchia autonoma, poi aggregata nel 1986 a Piateda.

Nell'annuario del 1938 della "Consociazione turistica" (il Touring Club di allora), Ambria è citata a km 7 da Piateda (Alta - vale a dire circa 17 Km da Sondrio), ad un'altezza di 1331 metri (che sembra siano 1325) e con una popolazione di 224 abitanti, appena 100 meno di Boffetto.  Ora è frequentata nei Week End e stabilmente da alcune famiglie nel periodo da maggio a settembre/ottobre.

Nel paese non si entra con l'auto, che viene lasciata in uno spazioso parcheggio appena oltre il torrente Venina.

Ambria è un punto importante di raccordo per le escursioni, perché da qui partono parecchi  itinerari, che abbiamo in parte illustrato.