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ANA - Piateda di Sotto - Dosso Bilì - B.te Campione - ANA
Periodo consigliato: da giugno, fino ad innevamento. Dislivello: circa 5 / 600 m Difficoltà: sentiero alpinistico/ Escursionistico Tempo di percorrenza, con ritorno: circa 3,5 ore.
Itinerario non semplice, non tanto per le difficoltà oggettive del percorso, ma per il fatto che bisogna fare molta attenzione ai sentieri, non sempre ben segnati e, da un certo punto in poi, non segnati del tutto.
Dal Rifugio Alpini, si imbocca il sentiero per Armisola, che parte nei pressi del rifugio e punta a Sud-Est, risalendo dolcemente l'alpeggio delle Piane. Giunti ad Armisola, si passa il Serio su un solido ponticello di legno, al termine del passante sopraelevato in legno sul biotipo e, volgendo le spalle alle baite di Armisola, ci si tiene sulla sinistra (destra orografica del Serio). Si Continua a seguire i segnali in direzione della Bocchetta di S. Stefano. Si tratta di segnali chiari e ben distribuiti, che porteranno, dopo circa 5 minuti di cammino in debole pendenza, a una improvvisa sterzata a sinistra del sentiero che attacca decisamente il pendio della montagna. Dopo meno di mezz'ora, si attraversa un torrentello e si è giunti a Piateda di Sotto. L'itinerario che intendiamo proporre, a Piateda si Sotto cambia direzione e invece di puntare verso Sud (proseguendo il sentiero del Rodes), volge verso Sud-Ovest, verso il Dosso Bilì e il Monte Campione (si veda la foto successiva). Se si osserva attentamente si vedono tracce di un sentiero attraversare il pendio che scende dal P.zo Pessa e dal Monte Campione.
Bisogna attraversare il torrente Serio e cercare dei segnali azzurri (fatti dai cacciatori del Comprensorio Alpino Caccia di Sondrio), con vernice a spruzzo, che ricostruiscono l'itinerario per il Dosso Bilì. Non si trovano facilmente, ma una volta trovati li si può seguire con una certa sicurezza (è sconsigliabile pertanto improvvisare e proseguire senza avere la sicurezza di seguire i segnali, perché il terreno, pur non essendo pericoloso, diventa faticoso fuor dal sentiero, per la presenza di numerose estensioni di rododendri e altri arbusti). Il sentiero dapprima sale circa 300 metri, ma dopo mezz'ora di strada inizia a scendere gradualmente, puntando sotto le pendici del Dosso Bilì, perdendo abbastanza quota in relazione all'obiettivo che si propone questo percorso, ossia raggiungere la bocchetta che collega la Valle di Armisola con l'alpeggio di Campione. Pertanto, giunti sotto la bocchetta, invece di scendere, aggirare il Dosso e risalire, si può tentare di tagliare lungo il pendio (abbastanza ripido e pertanto da affrontare con buone calzature o, ancora meglio, con i ramponi - si tratta di un pendio erboso) che porta in meno di un quarto d'ora dal sentiero alla bocchetta. E' bene però, in questo caso avere l'accortezza di scegliere il punto nel quale il la bocchetta sia ben visibile dal sentiero (è abbastanza facile avvedersene), in modo da scegliere al meglio il percorso (non segnato).
Se invece si vuole seguire il sentiero segnato, si arriva sotto dosso Bilì e si scende al Rifugio. Si giunge in ogni caso alla Bocchetta fra il l'alpeggio del Campione e la Valle di Armisola. Dalla Bocchetta si può scendere alle Baite del Campione, per il percorso che altrove abbiamo spiegato in senso inverso. Scendendo verso le baite di Campione, si troverà una pietraia abbastanza ripida ma solida: si inizia la discesa dalla sinistra della bocchetta e poi ci si sposta sulla destra fino a quando la pendenza non allenta un poco (si noteranno anche tracce di sentiero). Poi ci si sposta preferibilmente sulla sinistra (ma si potrebbe anche proseguire stando a destra dell'avvallamento: non vi sono difficoltà di rilievo), e si troveranno tracce di sentiero che portano fino ai prati dell'Alpeggio di Campione, e quindi alle Baite. Insomma, non è difficile (per un alpinista) scendere "a vista" dalla Bocchetta e raggiungere le baite.
Dalla Baita di Campione bisogna poi continuare svoltando verso Est, per tornare al rifugio, seguendo la lingua di prati che punta verso gli abeti e dove si noteranno i segni bianchi e rossi del 252.
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