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Rifugio Alpini, Mambretti, Donati P.zo Rodes, Cresta del Rodes (N.O.)
Periodo utile: Giugno - innevamento Dislivello: m. 1600 c.a. Difficoltà: Escursione per alpinisti esperti Tempo di percorrenza: 13 / 14 ore circa (due giornate) Attrezzatura: scarponi da montagna, abbigliamento comodo e adatto alla quota. Se c'è ancora neve, sono indispensabili i ramponi, corda e piccozza.
Percorso di notevole interesse paesaggistico e di un certo impegno nella seconda giornata, caratterizzata da salite molto ripide e la dovuta concentrazione nell'affrontare in discesa la cresta del Rodes (che in salita è meno impegnativa). La tappa di avvicinamento, con la quale si termina la prima "giornata" di cammino (un pomeriggio in verità) è il percorso già descritto dal Rifugio Alpini al Rifugio Mambretti, lungo il sentiero 252. Ricordiamo che il sentiero parte nei pressi della fontana appena prima del Rifugio Alpini (si vedono i segnali se si guarda attentamente verso la pineta a Ovest. Peraltro, per raggiungere le baite di Pessa e da lì proseguire per il Mambretti è possibile abbreviare ed accelerare il percorso, partendo da Legnomarcio (più ripido ma più veloce - l'unico sentiero, che si può percorrere anche col fuoristrada, che sale da Legnomarcio).
Dal Mambretti si prende il sentiero 201/251 (Gran Via delle Orobie o Sentiero Credaro) che sale molto ripido e porta in poco tempo a quota 2300 in un pianoro detto degli Ometti, dove appare il P.zo del Biorco nella sua forma più completa.
Il sentiero porta proprio a ridosso degli sfasciumi del P.zo del Biorco e sale molto ripido per circa 250 metri fino al passo, dove sono state collocate delle catene di sicurezza (non indispensabili ma prudenziali, perché vi è un passaggio orizzontale molto esposto e presenza di erba scivolosa). Dal P.so del Biorco (2630 m. circa) si gode già di un ottimo panorama sullo scenario del Rifugio Donati e sulle montagne della Val Caronno.
Il percorso il rosso mostra il sentiero fino all'ultimo ripido tratto che sale al passo del Biorco. La traccia in blu indica una possibile deviazione verso il falso passo del Biorco e i laghetti degli UOmini, da dove si può raggiungere la cima degli Uomini.
Dal Passo del Biorco: sopra da sinistra il P.zo del Biorco, il laghetto di Reguzzo; sotto: la Cima Soliva, la piramide del P.zo del Salto e il P.zo del Diavolo sullo sfondo, Il P.zo di Rodes e il crinale verso il P.zo S. Stefano (a destra).
Si scende verso la Donati in 20' circa, costeggiando il bellissimo Lago di Reguzzo, a 2500 metri, lungo una morena abbastanza consolidata. Al Rifugio si può sostare (c'è un tavolo e una panchina per sedere) e godersi per un po' il bel panorama del laghetto.
Ma non si può sostare molto perché bisogna raggiungere la cima del Rodes entro una certa ora (almeno entro le 14:00) per poter poi affrontare la lunghissima cresta fino al Rifugio Alpini e, considerando che la cresta deve essere affrontata con molta calma, perché insidiosa, dalla cima al Rifugio Alpini necessiteranno almeno 3 ore e mezza di discesa.
Lo scenario del laghetto di Reguzzo dalla bocchetta di Reguzzo.
Si sale quindi la Bocchetta di Reguzzo (foto a destra qui sopra) per un sentiero non segnato ma che si intravede facilmente dal Rifugio Donati, e si sale il Rodes per la via più facile, lungo il percorso che sale dalle bocchette di S. Stefano e spiegato altrove. Cincischiando un po' nella salita, siamo sul Rodes all'una di pomeriggio, mangiamo qualcosa e ci godiamo l'ottimo panorama, sfortunatamente in un'insolita foschia per questo periodo dell'anno.
La cresta di Rodes è, come si è detto, molto lunga (basta uno sguardo alla cartina per rendersene conto) e insidiosa, anche nei tratti apparentemente semplici, per la presenza del fieno selvatico. Infatti, i punti esposti e per i quali bisogna avere alcuni accorgimenti, si fa per dire "tecnici" (passaggi non superiori al 2° grado) sono soltanto due: nella parte iniziale (scendendo), proprio appena sotto il pizzo di Rodes, e nella parte finale, prima di salire il P.zo Pessa - quest'ultimo forse il punto più "difficile": infatti non vi passano gli animali come le capre e le pecore, che per il resto della cresta hanno tracciato un bellissimo e comodo sentiero che si potrebbe segnare sui due piedi. Infatti, a parte l'estrema cautela nel poggiare sempre il piede su appoggi sicuri (il fieno selvatico infatti non perdona: è come sapone), la cresta non presenta nessuna difficoltà anche per alpinisti non esperti. La dote da avere, in questo caso, non è l'abilità di arrampicare o superare passaggi problematici, ma - lo ripetiamo ancora a rischio d'annoiare - la grande prudenza nell'appoggiare il piede, molto più in discesa che in salita.
Da sinistra in alto: 1. La parte finale della cresta, fino al Dosso Bilì, fotografata appena prima di raggiungere la cima del Rodes; 2) la parte iniziale della discesa; 3) il punto più esposto della parte iniziale; 4) L'ampio catino morenico centrale. Sull'ultimo dosso in fondo alla cresta, si intravedono i pascoli delle Piane, dove è situato il Rifugio Alpini.
Lungo la cresta si stagliano alcune alture che si possono superare "tagliandole" sul versante verso ovest (in alcuni punti vi sono anche degli ometti che indicano il percorso più sicuro). Queste alture non hanno un nome segnato sulle carte. Dapprima Troviamo il P.zo Giumella (2674) e poi il P.zo Rua.
La sagoma del "Pizzo Giumella", che per certi versi assomiglia al profilo del Rodes, anche se meno ripida. Il Rodes lo si intravede, nella foto a sinistra, proprio all'estrema destra. Il che rende conto del lungo sviluppo della cresta.
L'ultima cimetta da salire è il P.zo Pessa (2476), del quale abbiamo già detto in altra occasione. Rimandiamo pertanto alla descrizione di quell'itinerario il percorso di discesa dalla bocchetta, all'Alpe Pessa e da lì al Rifugio Alpini o a Legnomarcio, dove si è lasciata l'auto. Peraltro, dal P.zo Pessa, invece di scendere dalla bocchetta, si può proseguire e scendere al Monte Campione, poi al Dossi Bilì e da lì raggiungere il sentiero che porta al Rifugio Alpini, come altrove spiegato.
Escursione dunque di notevole impegno, ma di altrettanta soddisfazione. Dal punto di vista paesaggistico essa è, con la salita al P.zo Pessa che però non è così spettacolare, forse la migliore che si possa fare nel gruppo della Val Caronno. Ovviamente il Rodes può essere raggiunto anche da altri itinerari, ma qui abbiamo voluto inserire il Rifugio Donati, proprio per il suggestivo panorama offerto dal Lago Reguzzo.
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