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Salita al Bivacco Corti e P.so di Coca
Periodo utile: Giugno inoltrato - innevamento - Sci alpinistico in inverno/primavera Dislivello: Dalla centrale di Armisa m. 1600 c.a., dalla Loc. "Forni" 1350 m. Difficoltà: buona pratica di escursionismo in alta quota Tempo di percorrenza: 5 ore circa da Armisa, 4 ore e 30' dai Forni Attrezzatura: scarponi da montagna, abbigliamento comodo e adatto alla quota. Ramponi e piccozza in caso di temperature basse e neve dura.
Ad Alfredo Corti, accademico lombardo, ottimo alpinista e fotografo delle nostre valli, oltre alla famosa (alpinisticamente) "Cresta Corti" che porta alla vetta di Scais, è stato intitolato anche un piccolo bivacco situato nei pressi della vedretta del Lupo, in alta Val Armisa (Ponte in Valtellina).
La vedretta del Lupo e il Passo di Coca.
La descrizione del bivacco e le sommarie indicazioni per accedervi sono già state riportate altrove. Quanto al passo di Coca, lo si raggiunge dal bivacco su un percorso innevato che, a seconda delle condizioni di innevamento e della temperatura, può necessitare di ramponi per evitare di scivolare lungo al traversata della parte alta della vedretta del Lupo per raggiungere il Passo Coca. Qui vogliamo invece spendere due parole per segnalare la particolare caratteristica di questo ghiacciaio orobico, che si estende a una quota molto bassa, intorno ai 2200 metri. Questo è possibile perché la vedretta, situata a 2600 - 2200 metri di quota, è racchiusa e come infossata fra alcune cime che si elevano intorno ai 3000 metri (Il P.zo di Coca, la maggiore elevazione delle Orobie, che tocca i 3050, la Cima di Caronno, il P.zo Scotes ambedue sui 2900 metri). Qualcosa del genere sul versante retico non sarebbe ipotizzabile, neppure sul versante svizzero, a nord. L'alta Val Armisa e la Vedretta del Lupo sono dunque una particolarità da questo punto di vista e, di conseguenza, anche la flora del luogo è particolare. Una passeggiata dunque di grande interesse, anche perché la zona è frequentata da animali selvatici (poco disturbati). Ci è capitato, scendendo al pomeriggio, di riprendere per alcuni minuti una femmina di pernice bianca (ormai non più, in giugno...) distante appena una diecina di metri. Purtroppo la foto è tratta dal filmato e non è di gran qualità.
La pernice bianca
Un branco di camosci ci è passato proprio sotto il naso a telecamera lontana (dentro il bivacco) e non c'è stato il tempo di riprenderli. Oltre alla natura, ovviamente, si rimarrà stupidi dalla grandiosità del paesaggio, severo e selvaggio, dominato a Est dalle elevazioni del Druet, del P.zo del Diavolo di Malgina, del P.zo Coca e a ovest dalla Cima di Caronno e dallo Scotes, mentre il Passo di Coca separa nettamente lo scenario occupato al centro dalla Vedretta del Lupo. I paesaggi del tramonto e dell'alba (vedi foto) sono particolarmente suggestivi. Per chi non è allenato è ovviamente una faticaccia, perché il dislivello è considerevole e la salita non priva di asperità, specialmente se il sentiero è ancora innevato.
Il Dente di Coca (dal sentiero di risalita)
Il P.zo di Coca e la Vedretta del Lupo col P.so di Coca
Le cime del Druet e, dietro, la punta del Diavolo di Malgina (dal Biv. Corti)
Il Bivacco Corti e la Cima di Caronno
Esperti glaceologi stanno misurando le precipitazioni nevose invernali
Un alpinista (Davide Patriarca) di ritorno dal P.so Coca, nei pressi del Biv. Corti
Vista sul gruppo del Coca dai Forni in Val Armisa (1300) Al centro, il famoso canalone nord del P.zo di Coca (per alpinisti molto esperti)
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