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La C.ma Brandà (m. 2500)
Difficoltà: non difficile ma un po' di esposizione. Ripido. Adatto ad alpinisti. Tempo di percorrenza: da Ambria ore 4 - dalle Baite di Cigola ore 2,30 (+ ritorno) Periodo: fine di maggio fino a stagione inoltrata (lo zero termico superiore a 2500 metri: il terreno non deve essere gelato). Ottimo da metà settembre a innevamento. Attrezzatura: scarponi con suola rigida, ramponi, ev. elmetto di protezione. Fonti d'acqua: l'ultima è al Biv. Cigola Ripari d'emergenza: non se ne trovano dopo il Biv. Cigola.
La cima del Brandà è raggiungibile da più vie. Nei percorsi indicati all'inizio del reportage fotografico, abbiamo segnato in rosso quelli più semplici e in nero quelli più insidiosi e sconsigliati, anche se possibili. In ogni caso non è la difficoltà a caratterizzare questa salita, ma piuttosto l'insidia dell'erba scivolosa delle alte quote. Per questo consigliamo i ramponi, con i quali si può affrontare la cima con sicurezza. E' un percorso relativamente contenuto (1200 metri di dislivello da Ambria e appena 600 da Cigola) che però è anche spettacolare, per la buona vista sulle Alpi Retiche (per i fotografi si raccomanda di portare obiettivi lunghi, 2 / 300 mm.) ma anche sulle cime della Val Vedello e della Val Venina. Particolarmente suggestivo da metà settembre in poi fino ad innevamento.
Si può salire direttamente da Ambria (1325) o pernottare al Bivacco di Cigola (1874) che può ospitare una diecina di persone (bisogna però portare materassino e sacco a pelo). Se non si raccoglie legna secca sul percorso di salita, si rischia di passare una serata un po’... fresca, e pertanto, se non fa molto caldo, si deve provvedere anche alla legna.
Superato
il bivacco, si prosegue lungo la Gran Via delle Orobie (GVO), verso il
P.so del Brandà. Sono possibili alcune opzioni: a) a quota 2050 – 2100, in corrispondenza di un largo pianoro, quando la GVO gira decisamente a sinistra, si può tentare una diagonale direttissima, puntando verso un canalino erboso che conduce direttamente alla cima. Questa via è però faticosa ed erta, anche se non presenta difficoltà di rilievo (l'abbiamo segnata in nero). A destra, cliccando sull'icona, appare il tratto più difficoltoso della salita. b) Prendere il sentiero per Muntiröl (vedi percorso della prima fotografia del reportage) e svoltare a sinistra appena si incontrano i ruderi di un piccolo "bàrec" a quota 2050 circa. Il tratto iniziale fino al Barec è illustrato anche nella descrizione dell'ascesa alla Corna Rossa dove è disponibile anche un clip (per chi dispone di ADSL) che illustra il sentiero fino ai ruderi del primo bàrec. Si risale quindi la cresta che in alcuni tratti è abbastanza esposta, ma non vi sono difficoltà di rilievo. Per questa via non servono neppure i ramponi.
c)
Proseguire dopo i ruderi suddetti lungo il sentiero
Esistono però altre possibilità di ascesa, e alcune le abbiamo indicato anche in colore nero. In realtà nella zona del Brandà si può andare dove si vuole, con un minimo di prudenza sempre per via della ripidità e dell'erba scivolosa (e in alcuni tratti del terreno non compatto).
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