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La cima di Corna Rossa (2.449)
Difficoltà: non difficile tecnicamente ma insidiosa e con forti esposizioni Tempo di percorrenza: da Cigola ore 2,30, da Ambria/Venina 3 ore e 30 (+ ritorno) Periodo: fine di maggio fino a stagione inoltrata. Attrezzatura: scarponi molto buoni (se si sale da Cigola non è male avere i ramponi) Possibilità: a) Ambria - Venina - Montirolo - Corna Rossa b) (Ambria) Baite di Cigola, Casalìsc, Corna Rossa (ritorno da Montirolo-Ambria) Ripari: casera di Montirolo Acqua: L'ultima a Venina o a Cigola
La Corna Rossa è un'altura molto panoramica che si trova fra la Val D'Ambria e la Val Venina, proprio di rimpetto alla Motta di Scais e appena sopra l'ex alpeggio del Montirolo, e a nord rispetto alla cima del Brandà. Il panorama dalla Corna rossa è molto simile a quello che si vede dalla Motta di Scais ma con meno ingombro verso il gruppo del Diavolo di Tenda (vista che dalla Motta viene in parte occupata dalla sagoma del P.zo Ceric).
Due percorsi di risalita abbiamo qui indicato: il primo che da Ambria risale al Montirolo (attraverso il P.so di Zappello oppure risalendo dalla diga di Venina); è il percorso più corto, ovvio e immediato, poiché sino alle baite di Montirolo esiste il sentiero abbastanza "comodo", con tutte le parentesi e le virgolette del caso - comodo per le capre e i camosci, verrebbe da dire, perché è completamente da risistemare. Dal Montirolo poi (m 2.150) si risale per 300 metri la cresta verso nord e si arriva in cima alla Corna Rossa).
La Corna Rossa Fotografata dal P.zo Brandà. Con un po' di prudenza, si può percorrere la cresta che separa le due cime (così fanno anche gli animali come le capre e i camosci). Praticamente, partendo dal Montirolo un alpinista di media esperienza può raggiungere la cima di Cigola, scendere al P.so Cigola e tornare ad Ambria, oppure sempre in cresta raggiungere il P.so Venina e scendere da lì (anche se, ovviamente, si tratta di un percorso piuttosto lungo).
La nostra via di ascesa è stata dalle Baite di Cigola, perché lì ci eravamo recati al mattino senza idea precise. E così un passo tira l'altro... Si sale dalle baite seguendo la Gran Via delle Orobie fino al primo pianoro che si incontra (che gli abitanti del luogo chiamano, se ricordiamo bene, "Piàsc") e lì si nota un sentiero che svolta a destra, che collega la zona di Cigola al Montirolo passando per il Dosso dei Baitèi (Dòs di Baitèi, altro toponimo locale), e correndo a circa 2100 metri con lievi oscillazioni di quota. E' peraltro, nel tratto iniziale, lo stesso sentiero che abbiamo indicato per raggiungere la cima del Brandà.
Primo rudere
Tratto per raggiungere il secondo "barec" dei Casalisc
Superato il rudere di un "bàrec" (sorta di occasionale ricovero dei pastori) si sale e si prosegue fino a un dossello da dove il sentiero inizia leggermente a scendere tagliando la zona dei cosiddetti "Casalisc" (si legga "sc" finale come nel in "guscio" o "liscio") fino a raggiungere un secondo "barec" abbastanza grande a giudicare dai resti dei muri perimetrali. La zona era un tempo molto pascolata (ed è un pascolo immenso), ma poi è stata abbandonata per mancanza d'acqua. Ci sono peraltro i resti di un acquedotto o collegamento volante di tubi per l'acqua costruito negli anni '50-'60, distrutto miseramente alla prima slavinata. E' quindi una zona molto secca, a stagione inoltrata, e bisogna portarsi da bere a sufficienza nello zaino).
Dal secondo "barec" si inizia pian piano a salire verso la cosiddetta "Cuna" e si punta a un dossello che si percorre poi in cresta. Punti di riferimento che per ora esistono, sono alcuni larici "peregrini" che sulla sinistra nel senso di marcia si possono notare, più in alto di 20 - 30 metri di quota, e l'unico larice che sta sul dosso (fin quando ci starà...) che vogliamo risalire.
La risalita del dossello, per poi piegare a destra attraversando la sommità di alcune pietraie moreniche, nella parte alta di una zona chiamata La Cuna, prima di raggiungere la base del canalino di risalita.
Meglio risalire soltanto l'inizio del canalino e poi spostarsi leggermente a destra, lungo un crinale che permette una risalita per gradini di erba e roccette, con abbondanti appigli, anche se abbastanza esposto. Peraltro, il canalino nell'ultimo tratto è piuttosto ripido e di sola erba scivolosa. All'altezza della cresta si taglia poi il canalino verso sinistra, lungo delle tracce terrose e stabili, e si raggiunge un sentiero tracciato dagli animali (che raggiungono la cima della Corna Rossa dal crinale del Brandà).
La discesa si fa in cresta, verso Montirolo e quindi da lì a Venina o Zappello e quindi ad Ambria. Non è consigliabile scendere per la via di risalita (è piuttosto ripido), anche se è possibile. Abbiamo un ottimo panorama dalla Cima:
Il percorso di risalita dalla Cigola (cerchio rosso) attraverso i "barec" 1 e 2, il crinale del dosso, la pietraia e il canalino. Foto dall'antecima.
Purtroppo non siamo in grado di mostrare le immagini scattate dalla cima (qualcosina di più si vede nel clip), perché ci mancava poco che il temporale ci entrasse dall'obiettivo... Nel giro di 5 minuti infatti il tempo è cambiato improvvisamente e siamo stati costretti a battere in ritirata, e riporre le macchine nello zaino per evitare di bagnarle. Per fortuna la grandine non era di dimensione troppo grossa e lungo la china si è trovato un misericordioso spuntone di roccia che ci ha evitato il peggio. Sarà per la prossima volta...
Cima del Brandà e sullo sfondo P.zo Cigola, Corna l'Ambria, Aga e P.so Cigola sulla sinistra, mentre a destra si nota il P.so del Venina
La cima fotografata dall'antecima
Temporale in arrivo dal P.zo del Diavolo
Sguardo verso le cime della Val Caronno
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