Il P.zo d. Uomini (2895) dal Mambretti

 

 

 

 

Periodo di percorrenza: mesi estivi (Si può fare con gli sci)

Dislivello: dal rif. Mambretti c.a 900 metri

Difficoltà: alpinisti con sicura esperienza

Attrezzatura: scarponi di buona fattura, giacca a vento, 20 metri di corda per sicurezza, può essere utile la piccozza o i ramponi se il tempo minaccia (per l'erba scivolosa)

Acqua: solo nella zona dei laghetti, da una piccola cascata dalla quale nasce il torrente Rodes

Ripari: assenza totale dopo il Mambretti, a parte alcuni massi occasionali.  Assicurarsi di effettuare la salita in una giornata con tempo stabile altrimenti il percorso, al di fuori della GVO, potrebbe essere molto scivoloso.

 

Si può affrontare l'itinerario anche partendo da Scais, (500 m. in più di dislivello), ma si consiglia di pernottare al Mambretti, perché il percorso è già impegnativo, specie se la discesa viene effettuata verso il rifugio Donati  per poi risalire il P.so del Biorco o il Falsopasso per tornare a Scais (in tal caso, aggiungere 150 m. in più di dislivello).  Chi scrive ha appunto percorso l'itinerario di cui sopra, ma non si lascerà tentare una seconda volta.  Oltre alla fatica infatti occorre aggiungere una certa concentrazione perché l'itinerario è abbastanza esposto (scivolare non si può, sulla cresta degli Uomini, pena finire in frantumi nel sottostante vallone verso lo Scotes).

L'itinerario segue inizialmente la Gran Via delle Orobie che da Scais porta al Mambretti e quindi al Donati attraverso il P.so del Biorco. 

Dopo il Mambretti, superati i primi due ripidi dossi, ci si trova di fronte una ripida cresta erbosa, sulla destra che porta per via direttissima sino alla cima del Pizzo degli Uomini (cliccare sulle icone sotto per i particolari). 

                   Si sale il pendio a destra ...                                                                Vista sul Porola

                         

Vista sul Rodes                                                e sulla Cresta Corti

 

Ovviamente si cammina a vista, cercando di sfruttare qualche traccia di animali (capre o camosci).  Si supera, aggirandola, la frastagliata punta più bassa degli Ometti (vedi foto a sinistra) e si prosegue a vista lungo l'esposta e frastagliata cresta fino alla cima.  Appena prima  della cima c'è un piccolo passaggio pericoloso, più per l'esposizione e la qualità della roccia che per difficoltà tecnica.

Si può effettuare la discesa verso il Rif. Donati, e quindi risalendo dal P.so del Biorco, ma è un percorso impervio e sconsigliabile da soli: chi scrive ha seguito questa opzione ma si è trovato un paio di volte in difficoltà: sono utili 15 metri di corda (8 mm) per superare senza rischio alcuni passaggi.  La zona è peraltro una delle più selvagge, anche se più sotto passa il sentiero recentemente tracciato che congiunge il Donati al Biv. Corti  (clicca sulla icona a destra).  In ogni caso è meno difficile e più veloce tornare per la via di risalita.

 

Foto scattata dal laghetto di Zoc