Ambria - Bolveggio - B.ta Meriggio


          

     

     

        

      

      

       

       

Periodo consigliato: dopo le slavine di fine inverno, fino ad innevamento (marzo-aprile fino a Novembre). 

Dislivello: m. 800 c.a

Difficoltà: per alpinisti o escursionisti esperti

Tempo di percorrenza: 4 ore con ritorno

Attrezzatura: scarponi da montagna, abbigliamento comodo e adatto alla stagione.

Acqua: dopo Precaré scarseggia, specie se la stagione è secca.

Ripari d'emergenza: a Precaré, Bolveggio, Bolveggio di Sopra, Alpe Meriggio

Punti panoramici: Bolveggio

     

Ci si inoltra fra le case di Ambria, passando davanti alla chiesa di S. Gregorio e si prende il sentiero che porta alla diga si Venina, risalendo una china erbosa, oltre la quale si trova il maggengo di Precaré.  A questo punto si abbandona il sentiero principale e si raggiungono le prime case di Precaré, situate su un piccolo dosso.

Bisogna poi scendere oltre le case, verso il torrente Venina e cercare il guado che è situato presso un’ampia pozza, superato il quale si imbocca il ripido sentiero che porta all’alpeggio di Bolveggio.

         

La parte iniziale del percorso fotografata  dalle case di Precaré (sopra) e  appena iniziata la risalita (sotto) sentiero.  Da quel punto in poi lo si segue agevolmente la traccia abbastanza marcata.

 

 

Nella sua parte iniziale, il sentiero non è evidente, perché ormai è quasi cancellato dall’erba.  Si segua pertanto l’indicazione delle fotografie qui sopra: appena lo si intravede, il sentiero diventa infatti molto evidente ed agibile e, se si guarda con attenzione, è difficile in seguito perderlo.  Esso infatti si inerpica decisamente lungo la china scoscesa, con passaggi a volte un poco esposti, ma la salita non desta alcuna preoccupazione poiché si trovano ottimi appoggi allo scarpone, senza mai essere costretti ad aiutarsi con le mani.  L’importante è seguire attentamente le tracce del sentiero, peraltro molto evidenti, avendo presente, in caso di dubbio, che non bisogna mai affrontare passaggi troppo impervi, che necessitano di particolari attenzioni o l’aiuto delle mani: se ci si imbatte in situazioni del genere, significa che si sta uscendo dal sentiero e in qual caso è meglio tornare indietro, fino a trovare tracce sicure, ed osservare meglio il terreno.

Un altro sentiero sale anche da Vedello, ma con 300 metri di dislivello in più (ed è anche poco interessante) e un terzo sale da Ambria, ma non lo conosciamo.

L’alpe Bolveggio è situata a circa un’ora di salita da Precaré, sopra uno scosceso dirupo che guarda direttamente su Ambria e dal paesello si può vedere la grande croce piantata proprio sull’orlo del precipizio.

L'alpeggio è abbandonato da parecchi decenni, perché scarseggia l’acqua e perché non è facile da raggiungere (con le bestie lo si raggiunge da Vedello).  Esistono ancora la casera e alcuni alloggiamenti dei pastori e il grande casotto del latte, una costruzione a regola d’arte, che denota notevoli abilità di carpenteria dei pastori che l’hanno costruito.  Interessante il tetto del casotto, interamente ricoperto di pietre, per sopportare il passaggio di animali come le capre (vedi foto).

Dall’alpe di Bolveggio si ha una bella vista, oltre che su Ambria, anche sulle cime della Val D’Ambria e della Val Caronno.

Salendo a destra della casera, sopra uno piccolo spuntone roccioso, si dovrebbe trovare il sentiero che prosegue da Bolveggio e porta a Bolveggio di Sopra, situato a circa 150 m di dislivello più in alto ma più spostata verso destra.  Sarà difficile seguire il sentiero, posto che lo si trovi, ma questo non è un problema, perché la salita lungo il prosperoso lariceto che ha preso il posto dei pascoli, non è difficoltosa.  Si sale a zig zag, sfruttando i gradini erbosi e ogni tanto le tracce lasciate dai camosci che in mezzo a questi larici prosperano (se ne vedono quasi sempre, se non si fa molto rumore salendo).

La Baita è anch’essa in rovina.  Rimane in piedi la struttura della casera e un paio di ripari dei pastori.  Per il resto non vi sono che ruderi ed anche i pascoli adiacenti sono ormai coperti da ortiche e da rovi.

Dal punto di vista paesaggistico, non offre particolari vantaggi rispetto a Bolveggio, e anzi il paesaggio è in parte nascosto dai larici adiacenti.  Dalla Baita del Bolveggio di Sopra il sentiero prosegue poi verso sud, e sale alla cosiddetta “Piada”, una specie di terrazzo dalla quale si vede la cima del P.zo Meriggio che si sale a vista, oppure proseguendo verso ovest in direzione della Baita del Meriggio, e poi del Pizzo Meriggio che si sale seguendo il crinale.