Anello: Ambria - P.so Brandà - Ambria

  

  

  

  

  

  

  

  

Dislivello: 1100 mt. 

Difficoltà: escursionista media esperienza.

Periodo più adatto: giugno - settembre - In giugno si forma il Lago di Zappello conferendo alla Valdambria un particolare aspetto paesaggistico

Tempo di percorrenza: 6 / 8 ore a seconda del grado di allenamento.

Attrezzatura: scarponi da montagna, giacca a vento, attrezzature normali da alta montagna.  Ramponi e piccozza (aprile - inizio maggio) per il superamento di eventuali residui di slavine.

Acqua e ripari: alle baite di Cigola in Valdambria e alla Casera Nuova in Val Venina

         

Con l'anello di Vedello - Forcellino e gli itinerari della Val Vedello, questo percorso, altrettanto impegnativo, completa la conoscenza delle valli più rilevanti della zona, dal punto di vista escursionistico.  Nel corso dell'escursione si risale la Val D'Ambria, ricca di fauna selvatica (zona di ripopolamento di camosci e caprioli), si passano gli alpeggi di Dossello e di Cigola, sino al passo Brandà, per poi ridiscendere lungo la Val Venina sino a tornare ad Ambria.

          

Itinerario

Dopo aver parcheggiato l'auto nell'ampio spiazzo di Ambria, si prosegue su un comodo sentiero in direzione della Val D'Ambria, giungendo in circa 3/4 d'ora al P.so Zappello (1560 m.), dopo aver superato un piccolo bacino idroelettrico.  Dal passo, a primavera, la vista dà di colpo sul bel Lago di Zappello, che in estate è prosciugato.

Questa zona è particolarmente adatta, a fine inverno, per l'osservazione dei branchi di camosci che stanziano sulle pendici Ovest del P.zo Ceric.  Dal sentiero è possibile osservarli agevolmente, con la dovuta circospezione e, dotati di apposita strumentazione (obiettivi da Ø 500 mm e oltre), realizzare ottime fotografie.

Il sentiero costeggia il Lago Zappello, affronta un lungo pianoro e sale sino all'alpeggio del Dossello (1593 m.).  Di lì è possibile raggiungere il Sentiero Credaro (Gran Via delle Orobie),  seguendo i segnali, dopo aver superato il torrente Zappello.  

E' possibile anche imboccare il vecchio sentiero che porta all'alpeggio della Cigola, se salendo dalle Baite di Dossello ci si tiene sulla destra, accostati al pendio (cioè, non attraversando il torrente); il sentiero è stato recentemente segnato con segnali rossi già sbiaditi, sino al suo inizio (poi lo si segue senza difficoltà).   Superata l'Alpe Cigola (1874 m.), ora trasformata in bivacco, il Sentiero Credaro, ora GVO, porta, lungo le balze della valle, sino al P.so del Brandà (2442 m.), prima salendo a destra dell'avvallamento sopra a Cigola, e poi deviando sulla sinistra con un largo giro. 

 

Dal P.so Brandà inizia la Val Venina.  Si segue la GVO sino alle antiche Miniere del Ferro (2164 m.) e lì la si abbandona deviando verso destra per scendere agli alpeggi di  di Casera Nuova, Casera Vecchia e infine al Lago Venina.  Anche questo sentiero è segnato.  

Si può costeggiare il Lago a destra o a sinistra.  In ambedue i casi il sentiero si riunisce sotto lo sbarramento dell'invaso e prosegue per Pracaré e Ambria (se si costeggia la diga sulla sinistra, si deve scendere subito dopo lo sbarramento, a destra, e non percorrere una piccola galleria che si trova sul sentiero, appena superato lo sbarramento della diga, che porterebbe a Bolveggio).

Questo percorso può essere, disponendo di due giornate, unito a quello di Vedello-P.so Forcellino, come abbiamo già proposto descrivendo quell'itinerario, pernottando al bivacco Cigola.  Lo si potrebbe anche percorrere al contrario, con una sequenza che potrebbe essere questa: Vedello, Ambria, Brandà, Cigola al primo giorno e Cigola, Forcellino, Scais, Agneda e Vedello il secondo giorno (o viceversa).