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Ambria - P.zo Meriggio (2348)
Periodo utile: maggio- innevamento Dislivello: m. 1000 c.a. Difficoltà: nessuna Tempo di percorrenza: circa 6 ore, col ritorno. Attrezzatura: scarponi da montagna, abbigliamento comodo e adatto alla quota. Ripari: Bolveggio (Bolveggio) e Bolvésc di Sopra Acqua: Scarsissima dopo Precaré
Il Pizzo Meriggio è collocato sul confine fra il comune di Piateda e Albosaggia ed è più facilmente raggiungibile da quest'ultima località, dai maggenghi di S. Salvatore e Campelli. L'ascesa da Ambria ha la caratteristica di una "direttissima" che impegna, per oltre 800 metri, in una salita abbastanza ripida, ma anche "rapida", per gambe buone. Non ha nessuna difficoltà alpinistica. Partendo da Ambria, si segue lo stesso itinerario già descritto per l'Alpe di Bolveggio Giunti all’alpe di Bolveggio, per salire il P.zo del Meriggio si offrono due possibilità: la prima è quella di cercare il sentiero che porta alla Baita Meriggio e da lì salire verso Sud. Si incrocia il crinale che porta alla cima, molto prima di arrivare alla Baita, appena dopo l'alpeggio di Bolveggio di sopra. La seconda, dopo aver raggiunto l'alpeggio di Bolveggio di sopra, è quella di seguire il sentiero verso sud; si oltrepassa una piccola pozza per l’abbeveraggio del bestiame (ora quasi asciutta). Dopo qualche decina di metri si abbandona il sentiero e si sale a vista lungo la china erbosa sulla destra, ora libera dai larici, giunti al sommo della quale ci si trova alla cosiddetta “Piada”, una specie di terrazzo dal quale si sale direttamente al Meriggio.
La Piada. Il corrispondenza della nuvoletta in alto a destra, la cima del Meriggio.
C.è una terza possibilità, da noi seguita all'andata, è quella di spostarsi un poco verso Sud, lungo il sentiero che parte dalla cascina di Bolveggio Inferiore e va verso la diga di Venina, per circa un centinaio di metri, e poi salire a zig zag dopo aver svoltato a destra, abbandonando il sentiero, tenendo sempre la direzione ovest. Si sale per una china erbosa fra i larici, a vista, giovandosi dei gradini di erba, sin quando si oltrepassa il lariceto e si può puntare a vista la cima del Meriggio, che è quasi in direzione con l’alpeggio di Bolveggio (lo si vede infatti dalla cima).
Si lascia l'alpe di Bolveggio e ci si dirige verso sud-ovest per 100 - 150 metri in linea d'aria, poi si attacca decisamente la china - Foto Lucini.
Anche in questo caso si raggiunge la cosiddetta "Piada". La salita non è difficile anche se ripida, perché lo scarpone trova sempre facili gradini e ci si può giovare sempre, nel salire a zig zag, da piccole cengie erbose che sembrano a volte frammenti di sentiero. Sulla cima più bassa (di pochi metri) del Meriggio è stata collocata una grande croce di metallo, presso la quale ci si ferma abitualmente per il pik-nik e per ammirare il paesaggio. Anche se non avremo i maestosi scorci che si possono ammirare dal Rodes, poiché il Meriggio è alto appena 2348 metri, pur tuttavia si gode una bellissima vista sulla Val Venina a sud-ovest, sulla Val Caronno a sud, sulla città di Sondrio, la Val Malenco, i gruppi del Bernina, Disgrazia e Badile verso nord e nord ovest. Il P.zo Meriggio è inoltre più facilmente raggiungibile da Campelli o da S. Salvatore, in Albosaggia, con poche ore di marcia. E’ anche la prima della serie di cime che si possono salire in cresta fino al P.so di Sulghera e il P.so dello Scoltador. Il sentiero in cresta è infatti ben marcato e abbastanza frequentato e, all’occorrenza, può essere abbandonato per altre direttive (ad esempio per la malga di Sulghera e quindi per il Lago di Venina e da lì scendere poi ancora ad Ambria, itinerario che illustreremo in altra occasione. E' un percorso (il terzo descritto) che sveglia la gamba e si può affrontare tranquillamente in un pomeriggio, anche in meno di 6 ore, se si ha fiato e un minimo di allenamento.
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