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Ambria - Casera Vecchia in Val Venina (1826)
Periodo utile: tutto l'anno. Attenzione alle slavine in primavera, sulla Diga di Venina Dislivello: m. 500 c.a. Difficoltà: nessuna Tempo di percorrenza: due ore con camminata comoda + ritorno. Attrezzatura: scarponi da montagna, abbigliamento comodo e adatto alla stagione
E' una passeggiata da effettuare soprattutto a primavera inoltrata (giugno), quando è in piena fioritura il Giglio Martagone, che nei dintorni della diga di Venina ha trovato un ambiente particolarmente adatto al suo insediamento.
Giglio Martagone - Foto Amonini
Si attraversa l'abitato di Ambria puntando al sentiero che sale sui ripidi prati verso Ovest (a destra della valle), in direzione del torrente Venina. Uno strappo di salita di circa 200 metri, porta in meno di mezz'ora a Precaré (1464). Dopo un tratto di salita abbastanza lieve, il sentiero sale con buona pendenza per circa altri 200 metri, per poi tornare in lieve salita nell'ultimo tratto, prima di giungere allo sbarramento della diga e alla casa degli operai addetti all'invaso (sulla destra della diga) a m. 1820. Si tratta peraltro di un bel sentiero, molto ordinato e agevole. Si continua lungo il sentiero, da lì in poi pianeggiante, sino alla Casera Vecchia (1839), che sorge proprio in fondo alla diga.
Diga di Venina. Il segno rosso indica la Casera Vecchia. Si nota peraltro il sentiero che corre intorno all'invaso.
L'alpeggio è ancora caricato da una sessantina di bovini. Consta di tre costruzioni principali, la più antica ancora adibita a Casera per la lavorazione del latte, le più recenti come ricovero del pastore e per le altre necessità. Queste ultime sono state ristrutturate in anni non lontani, ma talmente con cattivo gusto (cemento armato e cose simili, che si siamo accorti di non averle mai fotografate. Le strutture sono di proprietà della Edison (come tutta la Val Venina), alla quale ovviamente non importa nulla né della casera né di altro che non colluda con i suoi scopi produttivi.
Si può tornare seguendo il sentiero che continua sull'altra sponda dell'invaso e, oltrepassatolo, scendere immediatamente e ricongiungersi alla via dell'andata.
E' una passeggiata non difficile, da inizio stagione.
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