I laghetti del Biorco (2500 c.a)


 

 

 

 

Periodo consigliato:  metà giugno fino ad innevamento.

Dislivello: circa 750 / 850 m. dal rifugio Mambretti, 1200 / 1400 m. da Scais, 1400 / 1600 m. da Agneda

Difficoltà: alpinista esperto.

Tempo di percorrenza:  3 / 4 ore dal Mambretti e 7 ore da Agneda (metà dei tempi circa per la discesa)

Attrezzatura: scarponi da montagna, equipaggiamento standard da alta montagna.  Consigliati i ramponi e 10 m di corda o cordino.

 

Risalendo la GVO verso il P.so del Biorco, dopo una ripida salita si arriva ad intravvedere questo scenario, a circa 2.300 m. di altezza.  Continuando il sentiero segnato si va al P.so del Biorco, tagliando in diagonale su facili dossi erbosi si arriva ai laghetti del Biorco (che si possono risalire anche da più in basso, come spiegato nel testo), aggirando lo spuntone sulla destra ci si trova sulla cresta che procede dritta verso il P.zo degli Uomini - Foto Lucini

 

Itinerario: dal Rifugio Mambretti inizia, proprio alle spalle del rifugio, un erto pendìo con un percorso ben segnato (si tratta del Sentiero Credaro o Via Alta o Gran Via delle Orobie-GVO) che attraverso una serie di balze e terrazze, un uno scenario che man mano salendo diventa sempre più suggestivo, porta sino a un falsopiano a circa 2300 metri di quota (foto sopra). da lì si può decidere di seguire la GVO e arrivare al P.so del Biorco (sulla sinistra) oppure risalire dei dossi erbosi in diagonale e puntare ai laghetti del Biorco (traccia centrale) oppure piegare a destra e guadagnare il crinale che porta direttamente al P.zo degli Uomini. 

I laghetti si trovano a un'altezza di circa 2500 metri fra le pendici del P.zo del Biorco (2749), a sinistra, caratterizzato da due torrioni alla sommità che ne giustificano il nome, e il P.zo degli Uomini a destra (m. 2870).  Per raggiungere i laghetti, si può anche procedere sino a quando si trova l'indicazione, ben chiara su un masso, per il Rifugio Donati, scritta in caratteri gialli

 

 

 A questo punto, si lascia la GVO e si seguono i vecchi segnali, un po' sbiaditi, del vecchi "Sentiero Credaro", che portavano al Falsopasso del Biorco passando davanti ai laghetti. La risalita fino ai laghetti e al Falso Passo è piuttosto ripida.

 

La direzione per i laghetti partendo dalla GVO.  Il cerchio in rosso indica la collocazione di un segnale gialloe rosso visibile a occhio nudo

 

 

La foto, scattata dal P.so del Biorco (il Pizzo è pertanto sulla sinistra e non si vede), mostra l'ubicazione di uno dei laghetti.  La traccia rossa in alto corrisponde alla direttiva per l'ascensione al P.zo degli Uomini (le parti tratteggiate sono aggiramenti dei torrioni degli Ometti, nascosti alla vista).  In alto a sinistra fa capolino la cima dello Scotes - Foto Lucini

 

Laghetti del Biorco in una vecchia diapositiva del 1990 scattata dal Falso Passo- Foto Lucini

 

Il P.zo del Biorco si può raggiungere, aggirandolo da sinistra, attraverso il P.so del Biorco, che è piuttosto insidioso  non tanto perché è ripido, quanto a causa del terreno, sul quale cresce un'erba molto viscida.  In ogni caso, nell'attraversamento più pericoloso, il CAI ha collocato alcune catene.  Si potrebbe tentare l'ascesa al Pizzo partendo più o meno da dove iniziano le catene, che nella prima foto in alto corrisponde al punto in cui l'ultimo tratto traccia rossa svolta decisamente verso sinistra.  Nella foto abbiamo messo dei puntini rosso, sove a nostro avviso esiste una possibilità di risalita, ma non abbiamo mai provato a salire da quel punto, che peraltro è molto ripido e insidiato da sfasciumi instabili.

 

L'insidiosità del passo, divenuta davvero preoccupante man mano che i pascoli alti non sono più stati sfruttati dai pastori e dagli animali tipici (capre e pecore), ha indotto gli alpinisti ad aprire un'altra possibilità di accesso al crinale che dà sull'alta Val d'Arigna, chiamata "Falso Passo del Biorco", e collocata sulla destra del Pizzo, e tutt'ora segnata con bollini rossi e gialli (l'ex "Sentiero Credaro").

 

I tre dell'Ave Maria sul falso passo del Biorco (da destra: Guido Combi, Paolo De Maestri, Guglielmo Gaburri) - Foto Lucini

 

Sia dal passo che dal Falso Passo, si gode la bella vista sul Lago di Reguzzo e sul Rifugio Donati (2500), raggiungibili in un quarto d'ora. 

Quanto a salire sulla vetta, non è cosa semplice, almeno dalla parte del Falso Passo, ossia sul torrione di destra (chi scrive non ha mai tentato, ed è sconsigliabile tentare se non si è almeno in due, per questioni di sicurezza, perché la roccia non tiene).

 

Falso passo del Biorco - Foto Lucini

 

Si può salire il P.zo degli Uomini anche partendo dai laghetti, risalendola pian piano in diagonale, a vista, verso destra, sino a superare un nevaietto piuttosto ripido, che in condizioni particolari di neve dura, deve essere affrontato con i ramponi.  

 

Il nevaio da superare - Foto Lucini

La neve della foto di cui sopra (settembre 1990) oggi non c'è più in estate inoltrata.  La salita alla spalla è comunque molto ripida.  La via da noi seguita è quella di sinistra, perché abbiamo trovato la neve molto genata e si riusciva a fatica a scalfirla con la piccozza per creare gli appoggi al piede.  Con i ramponi non ci sono problemi.

L'obiettivo è raggiungere il crinale di destra, che parte da due torrioni (i cosiddetti "Ometti") a quota di circa 2600 m, sino alla vetta.  Dal sottile crinale che sulla destra presenta un alto e continuo strapiombo di circa 2 / 300 metri, si può gettare uno sguardo sugli sfasciumi del P.zo Scotes.  La vista dalla cima, spazia sul gruppo del Coca e su quello dello Scais, con bellissime viste anche sulle Retiche, in parte nascoste dal Rodes e dal Biorco.

La direttiva più logica per salire il Pizzo dai laghetti, è quella che mostriamo qui.