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Passo della Scaletta e P.zo Brunone (2724)
Periodo consigliato: da metà giugno, fino ad innevamento. Dislivello: circa 1.500 m. da Agneda, 1200 m. dalla diga di Scais e 800 m. dal rifugio Mambretti (fino al P.so della Scaletta, calcolare 200 m. in meno) Difficoltà: alpinista esperto. In caso di temperature basse, si incontra sicuramente ghiaccio vetrato: sono indispensabili i ramponi. Tempo di percorrenza: circa 4,15 ore da Scais, 5 ore da Agneda, 2 ore e 40 minuti dal Mambretti. Attrezzatura: scarponi da montagna, attrezzatura standard per l'alta montagna, è prudente portare il casco, ev. un moschettone con un cordino di sicurezza e imbragatura Acqua: se ne trova parecchia, anche al Passo, ma non garantiamo la potabilità. Le ultime riserve sicure si possono attingere alla fonte sul sentiero dall'alpe di Caronno (vedi cartina) e al Mambretti. Ripari: non ce ne sono. Gli ultimi sono i Càmer e il Mambretti. Si raccomanda di non indugiare nella zona in caso di temporali perché le rocce contengono molto ferro.
Il Il toponimo "Scaletta" (Scalèta) viene dalla presenza, in tempi passati, di alcune scale di legno, collocate nei punti più impervi, che facilitavano il passaggio dei minatori che estraevano da quei luoghi il minerale ferroso (vi sono infatti ancora tracce di insediamenti e discariche di minerale ferroso). Da molti decenni ormai l'attività è stata chiusa, perché antieconomica. Dell'antica scala e degli antichi muri di sostegno, rimane una sola traccia che si nota salendo. La scala, ormai distrutta dal tempo, è stata in tempi recenti sostituita con elementi fissi in ferro dal CAI, che ha provveduto anche a segnare il sentiero che congiunge la vecchia strada Alpe Caronno- Passo Scaletta, con il Rifugio Mambretti. L'ultima revisione della ferrata è stata fatta nel 2005. Della vecchia scala noi abbiamo trovato, nella morena sottostante il passo, soltanto una putrella di sostegno appuntita, in ferro, della sezione quadrata di circa 3 cm. e della lunghezza di circa 40 cm.; e l'abbiamo portata a casa come ricordo. Il percorso può dunque essere affrontato ad anello, dall'Alpe Caronno (provenendo dalla diga di Scais o da Agneda), sia in senso orario che in senso antiorario, e iniziamo a descriverlo dal Rifugio Mambretti, che è il centro alpinistico ideale della Val Caronno. Inoltre, con il dovuto allenamento, questo ideale "anello" può essere affrontato in un pomeriggio, partendo dalla diga di Scais (dove si può parcheggiare l'auto se si è muniti del permesso comunale) di primo pomeriggio (13:00 / 13:30) ed essere di ritorno per l'ora di cena.
Si accede al Rifugio Mambretti o da Agneda o dalla diga di Scais, dove è possibile parcheggiare l'auto.
Dal Rifugio Mambretti si prende un sentiero che volge verso Sud, in direzione della vedretta dello Scais, scendendo lievemente sino al torrente Caronno. Si risale poi la riva del torrente Caronno, sino a quando alcuni segnali gialli ben evidenti sulla morena, indicano l'inizio del sentiero che porta al Passo della Scaletta, attraversando le propaggini sud del P.zo Brunona. Le icone qui sotto mostrano tutto il percorso.
Il sentiero non è difficile, ma vi sono, nel primo tratto, alcuni passaggi un po' esposti ed occorre pertanto essere prudenti e presenti, aggrappandosi con le mani alla roccia se è il caso di aggrapparsi. Per diversi saliscendi si attraversa un pascolo alto, toccando circa 2.150 m. di quota (rimangono alcuni ruderi di occasionali ricoveri di pastori), fino a che, superato un torrentello, si va ad incontrare il sentiero che proviene dall'Alpe Caronno e prosegue verso il Passo. A dieci minuti di cammino da questo punto, di arriverà ad un luogo detto "Forno del ferro", che in realtà è un rudere di baita con mura a secco nella quale trovavano rifugio i minatori. E' un sentiero antico, fatto a regola d'arte e pertanto lo si nota subito. Lo si risale sin dove, purtroppo, si confonde con la morena e però in quel punto si vede, bene in evidenza alla propria sinistra, l'aspro intaglio del Passo (visibile peraltro anche dall'Alpe di Caronno e dal Rifugio Mambretti). Il sentiero è peraltro segnato (anno 2002 o 2003) con i tradizionali segni bianchi e rossi e gli è stato attribuito il numero 203. Il P.so della Scaletta da questo punto, ossia per gli ultimi 100 metri di ascesa, diventa alpinistico e, anche psicologicamente, deve essere affrontato con la dovuta concentrazione.
Sullo sfondo, in rosso, il tracciato in avvicinamento.
Particolare fotografato dall'alpeggio di Caronno
Lo si risalga con la dovuta prudenza, giovandosi se è il caso dei supporti e degli aiuti, non senza prima essersi assicurati il casco di protezione (specie in primavera o con tempo instabile, dopo piogge recenti), perché spesso dall'intaglio del Passo cadono piccole pietre, che potrebbero anche causare seri danni se si viene colpiti al capo. Si raccomanda pertanto un supplemento di prudenza se lo si affronta in circostanze non del tutto ottimali, perché è facile, anzi, quasi sicuro, che dal Passo possano originarsi piccole scariche di pietrisco. Vi sono ottimi appigli ed appoggi e un tratto di corda fissa, apprezzata in una diecina di metri di salita quasi in parete (3° / 4° grado).Appena oltre il Passo, si troveranno altri ruderi di costruzioni e ripari, e altri assembramenti di siderite pronti per essere trattati.
Salendo dall'Alpe Caronno invece, si attraversa il
ponticello sul torrente e ci si incammina in direzione Sud, alla volta
dei "Càmer". Lì
pccprre fare un po' di attenzione perché il sentiero si confonde con le
tracce lasciate dagli animali Salendo dall'alpeggio, si supera il torrente che si vede alla destra della fotografia e si raggiunge il sentiero che dal Mambretti porta alla Scaletta.
Per il P.zo Brunone
Dal passo la salita al Brunone è una lieve passeggiata di 200 metri di dislivello molto dolce che si sviluppa verso sud-est, lungo un sentiero che sale anche dal Rifugio Baroni, situato 200 metri più sotto. Dal Mambretti la cima del Brunone non si vede, perché resta nascosta dal corno che si protende verso la Valtellina e che di quota leggermente più bassa. Si sale dunque per quasi 200 metri e si raggiunge la cresta - a circa 2700 m. di quota -, dalla quale è possibile ammirate il panorama del P.so Redorta e del P.so Scais con la Cresta Corti, in tutta la loro magnificenza e, a ovest, lo stupendo scenario dell'alta Val Seriana sulla quale troneggia la massiccia elevazione del P.zo del Diavolo (2916).
Il rifugio Mambretti come appare salendo dalla Val Caronno per il vecchio sentiero che porta al P.so della Scaletta
Se invece si ha tempo e ferie a disposizione, si può scendere al Rifugio Baroni (circa 20' di cammino) e lì pernottare, per poi affrontare il giorno successivo la salita alla vedretta del Redorta e la discesa per la "Schiena di Mulo e quindi al Mambretti, per il percorso altrove descritto.
Il Rifugio Baroni - Foto Amonini
In questo caso occorre essere muniti di piccozza, ramponi e corda per la sicurezza in conserva (possibili crepacci sulla vedretta di Scais-Redorta).
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