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Salita al pizzo del Rodes (m. 2.830 slm) dal Rifugio Alpini di Piateda (So)
Periodo consigliato: da giugno fino ad innevamento. Dislivello: 1300 mt. dal rifugio Alpini ANA di Piateda Difficoltà: escursionista media esperienza, ad eccezione della cresta N.O. che è consigliabile solo ad escursionisti esperti. Tempo di percorrenza: circa 4 - 5 ore a seconda del grado di allenamento. Diverse soluzioni per la discesa (vedi oltre). Attrezzatura: scarponi da montagna, giacca a vento, attrezzature normali da alta montagna. Ramponi in caso di neve. Acqua: l'ultima acqua potabile è all'attraversamento di un ruscello (il torrente Serio, a 2300 m. c.a) prima della Bocchetta di S. Stefano Ripari: l'ultimo è a Piateda di Sotto (c.a 1800 m.)
Itinerario: dal parcheggio del Rifugio Alpini, raggiungere la località Armisola (20/30 min.), seguendo l’evidente tracciato, segnato con bollini bianchi e rossi, sui pascoli delle Piane in direzione Sud-Est. In loc. Armisola (mt. 1630), dopo aver attraversato un ponticello in legno sul torrente Serio, lì si trovano subito i segnali e l'indicazione per la Bocchetta di S. Stefano; il percorso è stato segnato di nuovo nel 2006 (si veda anche la prima parte del percorso dal rifugio Alpini a Piateda di Sotto). Dopo circa mezz'ora di strada si raggiunge l'alpeggio Piateda di Sotto, una vecchia costruzione o casera in muratura (m. 1800) che all'occorrenza può essere usata come riparo.
Casera di Piateda di Sotto
Si prosegue in piano, dopo la casera, sempre verso Sud, e poco oltre il sentiero improvvisamente ricomincia a salire e, con pendenza a volte molto forte, porta ai ruderi di Piateda di Sopra (2048).
Ruderi di Piateda di Sopra. Sullo sfondo il P.zo Pessa
Un curioso anfratto nella roccia, pieno d'acqua (se non c'è siccità), che si trova sul sentiero fra Piateda di Sotto e Piateda di Sopra
Da lì acquista ancora pendenza, fino a raggiungere la Bocchetta Santo Stefano (m. 2400 circa). Il sentiero si posta sopra i ruderi dell''alpeggio (evitare di salire nelle vicinanze del torrente a sinistra). Dalla Bocchetta di S. Stefano è possibile ammirare il panorama che dà sui laghetti della Valle di Arigna. Dal Rifugio ANA fino a questo punto, si cammina per circa 2 ore e mezza.
I laghetti di S. Stefano dalla bocchetta
Si prosegue poi tenendosi al centro dell'avvallamento che sale fra la Punta di S. Stefano e il massiccio del Rodes, prima con lieve pendenza, e poi con una pendenza più forte in prossimità della Bocchetta di Reguzzo (m. 2621), che guarda sul bellissimo Lago del Reguzzo, sulle rive del quale sorge il rifugio Donati (2504).
Zoom verso la bocchetta di Reguzzo dalla bocchetta S. Stefano
Percorso dalla Bocchetta di S. Stefano
La vetta del Rodes (m. 2830 slm) si raggiunge dal P.so del Reguzzo in circa mezz'ora, proseguendo dalla Bocchetta, sulla destra, a vista, spostandosi prima verso il centro della morena, fino a vedere una via di salita (non c'è un sentiero vero e proprio, ma la salita è abbastanza facile).
Dalla vetta del Rodes si gode uno straordinario panorama, che spazia sulla Valtellina da Tirano fino ad Ardenno. Vi è inoltre una bellissima vista sul gruppo del Coca, le Orobie del versante bergamasco, le cime della Val Vedello (P.zo degli Uomini, Cime di Caronno, Scais, Brunona). Si scorgono nitide le principali cime del gruppo del Bernina-Disgrazia a Nord, il gruppo dell'Adamello, fino alle cime dell'Alta Valtellina a Nord-Est.
Discesa: per la via della salita (2 ore e 30'), oppure si può scendere seguendo la cresta NO nella sua parte iniziale o la cresta Nord, al Laghetto del Rodes. Dal Laghetto si scende a vista, tenendosi obliquamente sulla propria destra, sino a raggiungere il sentiero ben evidente, a quota di circa 2000 m., che congiunge il Dosso Giumella con l'alpeggio del Rodes (1950). Svoltando a sinistra lo si segue sino al il Rifugio Mambretti (circa 2 ore dal laghetto); qui è possibile pernottare, e proseguire il giorno dopo lungo il sentiero che passa alle Moie di Rodes, attraverso il Dosso della Rua, quindi il maggengo Pessa, e di lì il Rifugio ANA (ore 4 circa - l'itinerario è spiegato, in senso inverso, nella descrizione del percorso "Anello dei due rifugi"). Oppure, girando a destra sullo stesso sentiero, è possibile saltare il rifugio Mambretti e in tre ore e mezza raggiungere il Rifugio ANA, per la via che, pernottando al Mambretti, si farebbe il giorno dopo. L'intero percorso però, in questo caso, sarebbe abbastanza faticoso (almeno 8 ore di buona marcia). E' possibile anche scendere lungo la cresta Ovest del gruppo del Rodes, toccando le cime di P.zo Pessa e P.zo Campione; dopo quest'ultimo si può scendere, da sentieri non segnati ma comunque riconoscibili, fino al maggengo di Campione, a circa 1870 mt. slm, e da lì raggiungere nuovamente il rifugio ANA (un'ora e mezza circa). Anche questo percorso è abbastanza faticoso e a volte esposto; bisogna farlo soltanto col dovuto allenamento e con buona pratica di escursionismo. Se, prima della salita, si è preparato un'auto ad Agneda o Scais, scendendo dal laghetto e quindi dal Rifugio Mambretti, è anche possibile proseguire in auto per Vedello e Monno, e quindi risalire alle Piane e recuperare la prima auto al Rifugio ANA. Qui sotto, la cartina sommaria delle maggiori varianti dell'anello ANA-Mambretti, che può comprendere anche il Rifugio Donati. Si raccomanda di non effettuare la discesa da RUA ad Agneda se non si conosce già il percorso, e di affrontale il crinale Rodes-Pessa soltanto se si ha una certa pratica di escursionismo in alta montagna: anche se non vi sono pericoli, alcuni passaggi sono piuttosto esposti.
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