Dosso del Sole - Cascine di Rua - Dosso Giumella


 

 

 

 

 

 

Periodo consigliato: da maggio-giugno fino ad in nevamento.  Pericolo di slavine in caso di neve non assestata e in primavera.

Dislivello: 800 m. circa da Loc. Dosso del Sole.

Difficoltà: facile.  Se innevato, sono insidiosi alcuni tratti esposti, con corde di protezione che però sono instabili (munirsi di ramponi).

Tempo di percorrenza: circa 7 ore col ritorno, a seconda del grado di allenamento.  

Attrezzatura: scarponi da montagna, giacca a vento, attrezzature normali da alta montagna.

Fonti: l'ultima è a Pessa.  La si trova anche sotto i ruderi di Rua, ma pochissima.

Ripari: Pessa e una stalla a Rua (non facile da individuare)

 

  

Questo percorso comprende un percorso breve che già abbiamo descritto, dal Dosso del Sole per Campiolo /  Pessa e al quale rimandiamo.

 

Dalle Baite di Pessa, si svolta a destra e, dopo una cinquantina di metri, superato un dossello, si nota a sinistra un sentiero che sale sul crinale.  Lo si imbocca (è un sentiero segnato in bianco e rosso, il 252) e non lo si abbandonerà più.  Si sale sul crinale in direzione del P.zo Pessa, verso est.  Dopo circa 50 / 60 metri di salita in dislivello, il sentiero svolta decisamente a destra e dopo un po' diventa sempre più marcato.  Da quel punto, per decise pendenze inframmezzate da tratti pianeggianti, ci si porta in quota a circa 2000 - 2050 m.

   Si raggiunge infine il pascolo della Rua (1961), dopo che il sentiero è sceso di qualche decina di metri e prosegue con direzione costante verso Sud, e dopo aver attraversato alcuni avvallamenti che sbucano verso il basso in direzione del Piano di Agneda (si potranno notare anche le baite del maggengo di Pregiumelli, in basso, appena prima di giungere alle rovine delle cascine di Rua).  Questi avvallamenti non sono altro che le vie che imboccano le slavine che rovinano sul piano di Agneda quasi ogni anno.

Le rovine di Rua non si vedono quasi dal sentiero.  Bisogna fare molta attenzione sulla destra, verso il basso, nel punto più basso del sentiero e si noteranno dei ruderi, dei muriccioli.  In prossimità di uno di questi, che si nota abbastanza bene dal sentiero, è stato ricavato dai pastori un rifugio naturale, sotto un masso; non è pensabile passarvi la notte, perché è molto umido e se dovesse piovere vi scorrerebbe dentro l'acqua, ma può essere un riparo momentaneo se si è sorpresi da un temporale violento, oppure in inverno se dovesse alzarsi improvvisamente una tormenta.   In ogni caso, le cascine di Rua ormai non esistono più e l'unico modo per trovarle anche con la neve, è tenere a mente che si trovano esattamente nel punto più basso del sentiero, che da lì infatti ricomincia a salire, prima dolcemente, e poi a tratti abbastanza erti e tratti pianeggianti.

Si risale quindi il pendìo del Dosso Giumella, una grande costa erbosa che inizia poco sotto il Pizzo Giumella e prosegue sino alle Case di Scais.  Sul crinale del Dosso Giumella si possono vedere ancora, sotto alcuni massi sporgenti, alcuni bàrec.  In questo luogo infatti scorre in giugno una buona vena d'acqua, che però non è potabile (acqua di fusione) che alle Cascine di Rua è davvero scarsa (ed è forse questo il motivo dell'abbandono di questo grande alpeggio, già da molti anni).

E' questo anche il punto più alto (m. 2130)  e la meta del percorso qui descritto.  Vi si trova un massiccio tavolo con due panchine, collocato dalla Comunità Montana Valtellina, dove ci si può riposare e godere lo straordinario panorama sulle cime della Val Caronno e insieme quelle della Val Vedello.  Si nota anche, verso Sud-Ovest, il tetto rosso del Rifugio Mambretti.

La via del ritorno è per lo stesso sentiero, scendendo sino all'alpeggio di Rua, risalendo 20 o 30 metri in dislivello e di nuovo scendendo sino all'alpe di Pessa (1850).

Da Pessa si può prendere uno dei due sentieri di cui abbiamo già detto nell'itinerario breve che abbiamo menzionato in apertura di pagina, e si raggiunge di nuovo Dosso del Sole.

Nel suo genere, questo percorso è molto bello dal punto di vista paesaggistico, perché ci permette di apprezzare la bellezza delle pinete nel primo tratto, fino a Campiolo, da dove si gode un'ampia vista sulle Alpi Retiche.  Dal punto in cui si arriva in quota, il percorso è un continuo aprirsi a scenari sempre nuovi e più suggestivi, sino alla vista spettacolare dal Dosso Giumella, di cui si è detto sopra. 

Si tratta comunque di un itinerario che, anche da Pessa a Giumella, è comune a un percorso già descritto (Anello dei due rifugi) nel contesto di un itinerario più ampio.