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Alpeggio del Montirolo (Muntiröl - 2126)
Difficoltà: facile. Tempo di percorrenza: da Ambria ore 3 (+ ritorno) Periodo: fine di maggio fino a stagione inoltrata. Attrezzatura: scarponi. Possibilità: a) Ambria - Venina - Montirolo e ritorno b) Ambria, Venina, Montirolo, Zappello, Ambria (o viceversa - percorso ad anello) Acqua: l'ultima a Venina
E' chiamato così il monte che si leva alle spalle di Ambria, come una sentinella. E' il monte che chiude il gruppo del Brandà, che inizia più a sud, appunto con La Cima Brandà (2500), e separa, con un crinale che declina sino al Montirolo (2126) la Val d'Ambria dalla Val Venina. Fra le due montagne sono altre cime, che non hanno nome segnato sulle carte. La più alta, di 2449 metri, è la Corna Rossa. Il crinale del Brandà è estremamente interessante dal punto di vista paesaggistico. "Montirolo" è anche un alpeggio, da molto tempo abbandonato, nel quale si provano ancora alcune costruzioni abbastanza ben conservate. Vi si accede da Ambria, prendendo il sentiero per Precarè, sino alla diga del Venina (vedi anche altrove il percorso per Venina). Superata la casa dei guardiani di circa 150 metri, si potrà notare un sentiero che sale alla propria sinistra sulla montagna, con buona pendenza.
E' un sentiero abbastanza evidente, anche se all'inizio non è segnato. Sale diagonalmente puntando costantemente verso Nord, sin quando non raggiunge il costone di montagna sopra lo sbarramento del Venina. Appaiono poi dei segnali rossi, abbastanza radi, che non bisogna perdere di vista, soprattutto quando si arriva a una specie di radura erbosa, dove il sentiero si spegne. Per non perdere il sentiero un buon sistema, oltre che osservare molto bene i segnali, è anche quello di osservare dove sono stati tagliati i rami e gli arbusti, appunto per segnare il sentiero (è un lavoro fatto dai Cacciatori del Comprensorio Alpino Caccia di Sondrio). Intorno ai 2000 metri, quando la vegetazione si fa più rada (con prevalenza di Pino Mugo e Rododendri) il sentiero devia prima a destra e ha uno scatto in verticale, che porta a circa 2.150 metri, su una spalla, dalla quale si può vedere l'alpeggio di Montirolo, mentre, a sinistra in basso, si può vedere lo sbarramento della diga. Il sentiero passa poi su uno sperone roccioso, riconoscibile da due spuntoni di metallo che vi sono confitti, e scende verso l'alpeggio abbandonato.
Bisogna comunque tener presente, che il Montirolo è leggermente più sbilanciato verso Ambria (verso Nord) rispetto allo sbarramento della diga, e se si straccia idealmente una linea fra questi due punti, aiutati dalla carta geografica e dall'altezza (circa 2150 metri), è impossibile sbagliare. Un ulteriore punto di riferimento, possono anche essere due spuntoni di ferro, che sono piantati nella roccia proprio in prossimità del sentiero.
Dal Montirolo, infine, si ha una stupenda visione su Ambria e la Val Venina fino a Vedello, e oltre, fino alle montagne Retiche e i paesi di Tresivio e Poggiridenti. Un alpeggio isolato, arido, accessibile con le dovute precauzioni (il sentiero non è molto ben segnato), ma riserva delle sorprese, anche dal punto di vista paesaggistico.
La via di accesso era possibile, un tempo, anche dalla parte opposta della salita, ossia non verso l'invaso del Venina ma verso il P.so e il lago di Zappello, e quindi da lì ritornare ad Ambria. Anche oggi lo si può fare, ma il vecchio sentiero non è più percorribile perché troppo invaso dai "marossi", ma vi sono comunque tracce segnate in rosso dai cacciatori. A però tratti i segnali si perdono e bisogna procedere a naso, cercando di stare sui crinali dei valloni. La ragione sta anche nel fatto che recenti slavine e frane hanno fatto rovinare un pezzo del sentiero e quindi anche i relativi segnali. Siamo però arrivati, con molta fatica dal Montirolo al P.so di Zappello, soltanto perché non avevamo voglia di tornare indietro per la via dell'andata (ma la tentazione ci è comunque venuta...). Risalendo invece dal P.so Zappello al Montirolo, abbiamo fatto meno fatica a seguire il sentiero (maggio 2006), avvantaggiati anche dal fatto che alcune comode slavine ci hanno facilitato l'ascesa.
Lago di Zappello dal "sentiero" per il Montirolo
Ovvio che il nostro consiglio è quello di tornare dal sentiero dal quale si è venuti, oppure proseguire lungo un sentiero che taglia sotto le pendici del Brandà e sbuca a Cigola (ma non sappiamo in che stato sia, al momento). Ma in fin dei conti, discesa a Zappello a parte, ne è valsa la pena. |