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Salita alla Punta Pessa (2.478)
Periodo consigliato: metà maggio fino ad innevamento. Dislivello: 930 mt. dal rifugio Alpini di Piateda (1550) Difficoltà: Alpinista di media esperienza Tempo di percorrenza: circa 3 ore, mezz'ora in più se innevato dalla bocchetta. Attrezzatura: scarponi da montagna, giacca a vento, attrezzature normali da alta montagna. Ramponi in caso di neve. Acqua: all'Alpe Pessa Ripari: Alpe Pessa e Campione
Partenza dal Rifugio Alpini a Piateda, in località Alle Piane. Si giunge in auto al Rifugio, solo se in possesso del permesso rilasciato dal Municipio, altrimenti si lascerà l'automobile a Gaggio (m. 1000 slm), in prossimità del bacino idroelettrico. L'escursione inizia da una fontana antistante il rifugio e segue un sentiero che punta verso ovest, in direzione delle Baite del Campione, già visto in altro percorso.
Si tratta di un sentiero segnato, molto ombroso e rilassante specie in estate, che in un'ora o poco più porta in vista degli alpeggi del Campione e della Pessa (1850 circa).
Alpeggio di Pessa: una fontana e sguardo al P.zo Pessa Sotto a sinistra: la baita del Campione e, a destra, le Baite di Pessa in primavera.
Superate le baite di Pessa si segue il sentiero segnato per il Rifugio Mambretti, che sale poche diecine di metri dopo le baite, addentrandosi in un bel bosco di abeti. Bisogna fare attenzione ad abbandonare il sentiero segnato, che prosegue per il Rifugio Mambretti, dopo circa 10 minuti di salita, quando cioè esso gira verso destra, e invece tener dritto ancora un po', e anzi spostandosi leggermente sulla sinistra e intanto salendo, fin quando si troverà un sentiero molto ben visibile, almeno per un ampio tratto, che parte dei pressi di un avvallamento morenico che tocca quasi i pascoli più alti dell'alpeggio. Se non si trova il sentiero, si può ugualmente salire, facendo attenzione ad evitare i fastidiosi assembramenti di rododendri e cercando terreno solido, fin quando si arriva ad una specie di conca morenica che bisogna attraversare.
Noi l'abbiamo trovata innevata, con neve abbastanza solida e pertanto l'abbiamo attraversata più o meno come descritto nella figura qui sopra a (traccia di destra), guadagnando poi la bocchetta. Se invece non c'è innevamento, Ci si può spostare più in basso e salire con più gradualità. Non vi sono difficoltà nella salita, tranne le ultime diecine di metri, che sono abbastanza ripide. Dalla bocchetta si prosegue a vista, senza grosse difficoltà. Noi abbiamo seguito l'itinerario segnato in rosso. La pendenza non è ripida tranne l'ultimo tratto (intorno ai 40% e forse 45%), ma in caso di innevamento i ramponi danno più sicurezza (se poi la neve è gelata, allora i ramponi sono indispensabili: senza sarebbe pericolosissimo). Il panorama che si vede dalla cima è molto gradevole e spazia dalle Alpi Lepontine allo Zebrù, all'Adamello, e a Sud le cime della Val Vedello sovrastate dal P.zo del Diavolo di Tenda e Il gruppo del Rodes (vedi link alle foto). Salita non difficile, anche se alpinistica. Gli aspetti a cui fare attenzione: il "fieno selvatico" cosiddetto, che è scivoloso, alcuni passaggi con pietre malferme sulla cresta e prima della bocchetta. In caso di innevamento, si sconsiglia di percorrere i nevai se la temperatura è da alcuni giorni troppo calda (pericolo di "buchi").
Il Pizzo Pessa si può ovviamente salire anche da altre vie e forse la più facile si trova a destra lungo la cresta che scende verso il sentiero 252 (che va al Mambretti) ossia salendo dal Dosso Bilì e dal P.zo Campione. Lo si può salire anche nella parte centrale, leggermente sulla destra, dove si trova per un lungo tratto un sentiero molto ripido fatto evidentemente dagli animali, e che porta rapidamente in quota. Gli ultimi cento metri sono però molto pericolosi a causa di massi instabili ed esposizione (vedi foto sottostanti).
La salita per la parte centrale è direttissima e molto ripida e in taluni posti molto esposta, anche se si trovano abbondanti appigli. Il cerchio della foto a destra indica le baite di Pessa, la freccia invece la direzione del sentiero per il Mambretti.
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