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P.zo Redorta (3.037 m.)
Periodo consigliato: giugno fino ad innevamento. Sciata alpinistica in inverno. Dislivello: circa 1050 m. dal rifugio Mambretti Difficoltà: alpinista esperto. Tempo di percorrenza: circa 4 / 5 ore + discesa. Attrezzatura: scarponi da montagna a buona tenuta della neve, giacca a vento, equipaggiamento standard da alta montagna, ghette, ramponi, piccozza, imbragatura, corda di sicurezza da usare in conserva, caschetto. Ripari: c'è un bivacco appena sotto la cima, verso il Baroni. E' segnato sulle cartine ma non è stato da noi visitato. Acqua: occorre portarla (ultima al Mambretti)
Itinerario: dal Rifugio Mambretti si prosegue verso il fondo della Val Caronno, lungo un sentiero che all'inizio scende leggermente, puntando dritto alle propaggini Sud della Cresta Corti. Raggiunto il torrente Caronno, il sentiero ricomincia a salire, lo costeggia per un po', e poi termina nel punto in cui, svoltando a destra, si proseguirebbe poi per il passo Passo della Scaletta (individuabile da segnali gialli che, ovviamente, non bisogna seguire). Ci si porta ancora oltre, più o meno al centro della convergenza fra la morena della Vedretta di Porola e la morena della Vedretta di Scais. Si risale quindi la morena di destra, portandosi sotto lo strapiombo Nord Ovest formato dal massiccio dello Scais (cresta Corti), sino ad incontrare la neve della Vedretta di Scais-Redorta. Si proceda d'istinto, a seconda della stagione, cercando di proseguire sin dove si può sulla morena, tenendosi piuttosto sotto lo strapiombo della Cresta Corti, senza staccarsi mai troppo dalla neve. Quando si percepisce che si fa meno fatica salendo sulla neve, ci si assicura ghette e ramponi e si prosegue con la corda in conserva, tenendosi un po' più verso il centro della vedretta, sino a quando si raggiunge un pronunciato pendìo, detto "Schiena di Mulo", che viene risalito tagliando verso destra , e poi superato in salita costeggiando ma molto alla lontana, le propaggini del P.zo Brunone (pericolo di caduta massi). In estate avanzata (agosto, a seconda dell'innevamento) la schiena di mulo diventa molto insidiosa, perché ripida e ghiacciata: sta alla prudenza di ognuno valutare, a seconda delle proprie capacità, attrezzatura, condizioni del ghiaccio, ecc. Si può salire sulla destra, vicino al P.zo Brunone, ma è pericolosissimo per il pericolo di caduta sassi.
[Aggiunta: oggi (2008) la Schiena di Mulo non è più come al momento della nostra prima redazione. Dal 2003 in poi ha subito una rapida regressione e sono spuntate innumerevoli rocce che da una parte rendono più agevole la salita, ma dall'altra sono pericolose in caso di caduta. Si faccia dunque molta attenzione nell'affrontarla, specie in discesa.]
Superato il pendio (che si colloca fra il massiccio dello Scais e la Cima Brunone), ci si porta di nuovo al centro della vedretta, spostandosi leggermente verso sinistra. Oltre la vedretta grandeggia, in direzione Sud, la cima del Redorta e si punta a una delle due scelte possibili: o al Passo di Scais (a circa 2900 m., il punto più basso fra i contrafforti dello Scais, a sinistra e del Redorta a destra), oppure a un evidente canalino innevato (lo era nel 1990: oggi non garantiamo sull'innevamento, specie dopo il mese di luglio), che raggiunge un intaglio spostato più verso il centro della cresta del Redorta, e da lì si prosegue agevolmente sino in vetta. In ambedue i casi si risale in parte o in toto la cresta del Redorta e la si segue sino alla cima, da dove, tempo permettendo, si gode una straordinaria visuale sulle montagne circostanti. Lo sbocco finale del canalino che porta alla cresta, e l'incavo del Passo di Scais di cui si è detto, sono un po' esposti, ed è bene fare attenzione. Non desta preoccupazioni invece la salita del canalino, se si fa attenzione a superare correttamente il terminale del ghiacciaio, nel caso vi sia scarso innevamento (in ogni caso, assicurarsi l'accesso al canalino in un punto nel quale i ponti di neve tengano, o agire di conseguenza, seguendo la seconda alternativa). E' meglio anche mettere il caschetto, sul canalino, perché vi è qualche possibilità di caduta pietre (non abbiamo registrato nessun evento di questo genere, ma il pendìo e le caratteristiche del luogo consigliano questa prudenza). La montagna del Redorta non è soltanto una meta estiva, ma una classica meta di sci alpinistico, nei periodi di Febbraio-Aprile.
Il percorso va affrontato molto presto al mattino, per trovare condizioni nevose favorevoli nel corso della lunga salita della Vedretta dello Scais (se si è in pieno estate però, la neve sarà comunque molle, vista la quota molto bassa). La via del ritorno è la stessa della salita. In alternativa, si può decidere di pernottare al Rifugio Baroni, comodamente raggiungibile dal versante bergamasco delle Orobie, e tornare al Mambretti attraverso il P.so della Scaletta, seguendo al contrario l'itinerario altrove descritto.
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