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Rifugi e Bivacchi delle Orobie Valtellinesi

Pagina in costruzione

Bivacco Aprica (2227)

Rifugio Tagliaferri  (2328)

Bivacco AEM

Bivacco Resnati

Bivacco Corti

Rifugio Donati

Rifugio Alpini ANA

Rifugio Mambretti

Bivacco Cigola

Rifugio Caprari al Publino

Rifugio Arale

Rifugio Monte Lago

Rifugio Salmurano

Rifugio FALC

Rifugio Trona Soliva

Rifugio A.R.F.

Rif. Alpe Scoggione

Bivacchi e rifugi del versante SUD delle Orobie

Bivacco Frattini (Valle Seriana)

Rifugio Baroni alla Brunona

 

La zona delle Orobie Valtellinesi non è particolarmente ricca di rifugi, e pochissimi sono gestiti.   Pertanto, se si ha intenzione di pernottare, bisogna prendere contatto con i responsabili e farsi consegnare le chiavi, a meno di accontentarsi dei rifugi invernali sempre accessibili, che però hanno un paio di posti letto ogni rifugio e ovviamente non dispongono di altre comodità.

Nella zona sono peraltro presenti numerosi alpeggi, anche a quota relativamente alta, nei quali è possibile trovare riparo in caso di particolari asperità del tempo o in caso di difficoltà.  Illustreremo pertanto anche le caratteristiche di questi ricoveri occasionali.  

Si fa presente in ogni caso, di non avventurarsi da soli su queste montagne, non tanto perché siano troppo pericolose, quanto per il fatto che sono poco frequentate e, in caso di infortunio accidentale, specie nei mesi invernali, sarebbe molto rischioso trovarsi da soli.  In ogni caso, è sempre bene avvisare qualcuno dove si ha intenzione di andare e più o meno l'ora prevista per il ritorno.

Si può dire che la rete di ricoveri occasionali e di rifugi, copre egregiamente il territorio di alta montagna, dai 1500 metri in poi.  

Si raccomanda pertanto, in caso ci si serva di questi ricoveri, di lasciare tutto nel miglior ordine possibile, in modo che la struttura sia agibile in altre occasioni e da altri che possono trovarsi in difficoltà.  Non dimenticare inoltre, laddove non esistono serrature , di chiudere bene le aperture, compresi gli antoni delle finestre, quando si abbandona la struttura, per evitare che animali selvatici, il vento e la neve procurino danni gravi alle strutture stesse, magari rendendole inagibili in caso di emergenza.