|
Il rifugio Capanna Mambretti (m. 2004)
Il Rifugio Capanna Mambretti è collocato al sommo di un dosso di conifere, che lo nasconde alla vista sino all'ultimo tratto di sentiero, a 2004 m. slm. e vi si accede da Piateda seguendo il percorso: Busteggia, Monno, Vedèl, Diga di Scàes, Alpe Caròn, più o meno a due ore di cammino da Agneda. E' di proprietà del CAI, sez. di Sondrio, e può ospitare 25 persone. E' dedicato alla memoria del capitano Luigi Mambretti, che perse la vita sulla Cresta Corti nel 1923, a 27 anni. Se si è sprovvisti di permesso, si può lasciare l'auto in fondo al piano di Agneda (1228) altrimenti si può parcheggiare sotto la diga di Scais (1500 c.a), seguendo la prima deviazione che si incontra sulla sinistra dopo il ponte della Padella (1450); da lì si seguono i binari a scartamento ridotto sino a superare due brevi gallerie e si sale per un sentiero sino alla casa di servizio dei guardiani, sul lato orografico destro della diga. Un sentiero parte anche dal Ponte della Padella e porta alla stessa destinazione (ma qui non vi è molto posto per le auto in sosta). Dal fronte della diga si costeggia il lago sino alle Case di Scais e quinsi si inizia a salire, superando l'ex Rifugio Guicciardi (ora Capanna Messa), poco sopra, e l'alpeggio di Caronno (1630).
Fino alla costruzione del Rifugio Mambretti, si accedeva alle vette della Val Caròn dal Rifugio Guicciardi (poi venduto dal CAI a privati, e tutt'ora ben conservato e frequentato dai proprietari), costruito alla fine dell'800 appena sopra maggengo di Scàes (poi sommerso dalla diga), e a quota relativamente bassa (1550 slm circa).
L'escursionista arriva in vista del Mambretti quasi di colpo, salendo dall'alpe Caròn lungo il Sentiero Credaro o Via Alta delle Orobie o "Gran via delle Orobie", come è chiamato in diverso modo, che è ben segnato e ben tenuto.
Nello stesso tempo si trova di fronte all'incantevole anfiteatro della Val Caròn (la valle che inizia dalla diga di Scàes), con le importanti cime di Rodes, Biòrc, Scotes, Porola, con vista sulla Cresta Corti, lo Scàes, la Vedretta del Porola e l'appendice inferiore della Vedretta del Redorta, le vaste e tormentate pietraie del Medasc e del P.so della Scaletta, il P.zo Brunona.
Il rifugio è stato costruito nel 1924, per consentire l'ascesa alle "classiche" alpinistiche del Redorta, della Cresta Corti e Punta Scàes, P.zo Porola e Vedretta del Porola, e le altre cime del gruppo dello Scàes-Redorta, sino al Rodes. Caduto poi quasi in rovina nel corso degli anni, è stato ristrutturato dal CAI di Sondrio (che ne è proprietario) negli anni '70 e successivamente, per merito indiscusso e la tenacia di Pietro Meago, di Sondrio, che dagli anni '80, ha svolto anche personalmente molti lavori di assestamento e rifinitura, con l'ampliamento nella parte posteriore a metà degli anni '90.
Può ospitare 20 / 25 persone e non è direttamente gestito, anche se molto quasi sempre, durante i Week-End, l'ispettore del CAI o un responsabile, sono presenti. E' dotato di Servizi igienici con acqua corrente, una cucina con acqua potabile e riscaldamento, legnaia, un camerone con materassini e coperte, un piccolo rifugio invernale con due posti letto, sempre accessibile. E' collocato in una posizione dalla quale è possibile intraprendere diversi itinerari alpinistici, anche se parecchie cime sono vicine fra loro e non ha quindi senso ascenderle tutte. Si consiglia, in ogni caso l'ascesa al Rodes, e al P.so della Scaletta, non difficili, e, per scalatori, l'ascesa alla Cresta Corti e alla cima di Scàes, l'ascesa al Redorta superando l'omonima vedretta e la cosiddetta "Schiena di mulo", un pendio ripido su ghiacciaio (ora purtroppo sempre più degradato), non impegnativo ma da affrontare muniti di ramponi, piccozza e corda per la sicurezza, poiché è possibile imbattersi in qualche piccolo crepaccio (ovviamente l'ascesa va affrontata in comitiva, o almeno in due persone).
Il Rifugio Mambretti è collegato dalla Via Alta al Rifugio Donati, verso Est (circa 3 ore, attraverso il P.so Biòrc), al rifugio ANA (circa 4 ore), seguendo il sentiero a Nord-Est passando dal Dosso Giumella, e al Rifugio Caprari, sul Lago di Publino, in comune di Albosaggia, a Ovest (circa 8 - 9 ore di marcia, con circa 1800 m di salite alternate - soltanto per alpinisti ben allenati - oppure con sosta intermedia al bivacco di Scìgula). Si può inoltre raggiungere il Baroni, sul versante della Val Seriana, attraverso il ghiacciaio dello Scais-Redorta (per la via che porta al Redorta) o attraverso il Passo della Scaletta. Il rifugio non è gestito. Per accedervi, bisogna chiedere le chiavi (vedi).
Escursioni dal Mambretti Traversata del Dosso Giumella per il Rifugio Alpini Traversata per il Biv. Scìgula e il Rifugio Caprari Ascesa al P.zo Biòrc e al Pizzo degli Uomini
|