Casera Nuova in Val Venina (m.2017)

  

  

  

  

  

  

  

  

  

  

Costruita subito dopo la seconda guerra mondiale dalla Falk con il concorso del Comune di Piateda, la Casera Nuova non ebbe una sorte felice.  Dalla sua costruzione in poi infatti, l'attività degli alpeggi andò sempre diminuendo, finché la bellissima costruzione fu abbandonata a se stessa.    La Struttura è sita su un dosso che guarda verso l'imbocco della Val Venina, sullo scenario del lago e delle montagne retiche in lontananza.  E' una costruzione molto solida e ampia (se il ricordo non ci inganna, dovrebbe essere di circa 20 metri per oltre 6 o 7 metri (!), divisa in due parti uguali.  Ai lati del principale parallelepipedo, sono poi addossate due perimetri murari più piccoli, coperti da due spioventi che si addossano al muro esterno, dove un tempo si lavorava il latte (a sinistra) e si riponevano le attrezzature (a destra). 

Al pian terreno sono ricavati due vani piuttosto ampi, uno a destra ed uno a sinistra della costruzione. Per una scala ormai non più praticabile si raggiungeva la zona soprastante, con ancora i "letti" dei pastori, ossia gli scomparti sui quali veniva collocato uno strato di fieno per poter dormire.

Il tetto della costruzione, da circa 40 anni abbandonata, è stata gravemente danneggiato dalla neve e non più riparato (ma purtroppo è da anni in questo stato): la struttura è infatti di proprietà dell'impresa che gestisce la Diga di Venina, oggi Edison - prima fu della FALK e poi ancora passò alla Sondel.  Nessuno sinora si è preoccupato di ristrutturarla o almeno metterla in sicurezza, prima che il vento e la neve la facciano crollare del tutto.  Alla Edison infatti, che è un'Azienda che non ha mai praticato una politica di integrazione e radicamento nel territorio, per ovvi motivi legati alla sua natura finanziaria più che imprenditoriale) non importa assolutamente nulla della Cascina, e d'altra parte il Comune di Piateda non può fare nulla non essendo sua proprietà.  Ma neppure Comunità Montana e Provincia, con tutti i danari spesi per ristrutturazioni spesso molto discutibili come quella di Canciù o di Scìgula, se ne preoccupano.  In ogni caso, al di là della proprietà legale, resta il fatto che questa incuria è solo un piccolo esempio una totale assenza di politica della montagna, sia per la salvaguardia che per lo sviluppo pastorale e turistico, una stanchezza di idee, una incapacità di gestire potenziali risorse...

Sulla parte sinistra, venendo dalla diga di Venina, il tetto è quasi crollato, mentre la parte destra è ancora agibile, ma solo in caso di grave difficoltà, perché nessuna comodità è disponibile.  La struttura portante del lato destro, sullo spigolo, risulta ad oggi gravemente compromessa e si prevede che in pochi anni cederà.

Nei pressi della Casera, un poco più in alto a sinistra, sgorga dalla roccia una fonte di acqua potabile, di discreta portata.

E' davvero un peccato, perché la struttura è posta proprio in un punto ideale di comunicazione fra il bivacco di Scìgula e il Rifugio Mambretti  da una parte, e i rifugi oltre il P.so di Venina (Longo), in provincia di Bergamo o il Rifugio Caprari, oltre il P.so dello Scultadòor dall'altra.  E' raggiungibile in un'oretta dal P.so del Brandàal o dal P.so dello Scultadòor, più o meno nello stesso tempo, con una comoda salita, dall'inizio della diga di Venina e in 2 ore e mezza da Ambria.  Nella Casera Nuova potrebbero comodamente alloggiare  40 persone. Tutte le volte che passiamo di là ci si stringe il cuore nel vedere, anno dopo anno, una così solida e ben fatta struttura andare alla malora, mentre sarebbe di grande utilità, oltre che un bene di investimento rutistico.  Potrebbe infatti essere un'ottimo punto di appoggio anche per salire al P.zo Scìgula, alle cime del crinale Venina-Livrio, al Brandàal, ecc.  Iinfine, è un luogo incantevole e molto rilassante di per se stesso, che potrebbe essere un ottimo punto per trascorrere piacevolmente una settimana a contatto con la natura.

  

Ecco, in fotografia, il motivo del nostro disappunto.