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La caldera
La caldera ( la culdéra) era un bene prezioso, perché di rame, e il rame costava. Era di rame anche perché questo è un materiale buon conduttore di calore e non troppo pesante. La caldera era lo strumento indispensabile per la raccolta del latte e per fare il formaggio, principale fonte di reddito dell'economia del paese fino agli anni '50 (prima del boom economico). Il latte veniva raccolto in giornata e lasciato riposare 24 ore in modo che formasse uno spesso strato di panna che, abilmente e delicatamente tolto (l'operazione era detta sfiuràa 'l lačc: lett. "togliere il fiore del latte") andava a finire nella zàngola per il burro.
Caldere immesse nell'acqua corrente del casotto - Foto Amonini
La caldera veniva poi portata a spalle da due persone robuste, infilando il manico in un palo, e collocata sopra una robusta puleggia e girata verso il fuoco che nel frattempo era già stato acceso. Quindi si procedeva alla lavorazione del formaggio.
Lavorazione del latte ad Agneda - anni '70 - Foto di Gianni Scherini da "La Valtellina e i suoi formaggi" - BPS |