Il fienile


 

 

 

 

 

 

Un buon fienile (la masù), collocato al posto giusto, fa risparmiare un sacco di lavoro.  Perciò spesso era collocato sopra la stalla, perché il fieno potesse facilmente e con minor fatica essere portato nella mangiatoia (presé).   Il fienile è aperto ai quattro venti, perché il fieno, alcuni giorni dopo la fienagione, comincia a fermentare (specie quando lo si raccoglie di fretta, magari un po' umidiccio) e potrebbe anche incendiarsi, se non ben aerato.  Ed è ovvio che non è molto igienico respirare quell'aria nei momenti della fermentazione. Il fienile era molto frequentato in passato: i braccianti occasionali spesso venivano alloggiati nel fienile, con una coperta o due.  E quando gli uomini non c'erano, allora stanziavano i gatti: il fienile è il regno del gatto, e ovviamente non dei topi, eccezione per i maggenghi, perché lì i gatti non ci sono.

 

Fienile e stalla a Vermaglio - Foto Micheletti

 

Il fienile era anche il luogo del mistero: qualcosa di prezioso, o una sorpresa, o qualcosa che si voleva sottrarre all'attenzione dei fratelli o degli altri componenti della famiglia, veniva nascosto nel fienile.  Capitava che qualcuno, mentre nascondeva qualcosa, trovava qualcosa nascosto da altri: così è la vita.  Negli anni del contrabbando di sigarette, certi fienili contenevano mezzi tesori illegali, ovviamente sotto il fieno.  E poi il fienile era anche il ritrovo degli innamorati, a volte, ma qui non scendiamo in particolari.

Le strutture tipiche del fienile sono peraltro frequenti, specie negli alpeggi, ma senza fieno il fienile ha perso gran parte del suo fascino, un po' serioso, un po' burlone e di questo fascino rimane qualcosa nell'odore del fieno, che si sente ancora dopo anni di abbandono.