Le scuri


 

 

 

 

 

 

Vi sono diversi tipi e dimensioni di scure (sügürèl o segürèl o segürin): principalmente le tipologie più importanti sono collegabili all'ergonomia dell'attrezzo in funzione all'uso: spaccare o tagliare.  La scure per spaccare la legna, ha una lama relativamente stretta e robusta, cuneiforme.  Non serve che sia particolarmente affilata, perché la sua funzione è qualcosa di mezzo fra il taglio e l'azione del cuneo.  La lama per altri scopi (staccare dal tronco i rami più sottili, togliere la scorza per far scivolare meglio il tronco durante il trasporto, ecc., è invece una lama più larga e pronunciata, e ben affilata. 

 

La scure a lama larga - Foto Lucini

 

Entro queste due tipologie, vi sono poi diverse dimensioni.  Generalmente, per staccare i rami dal tronco, serve una scura abbastanza pesante e ben affilata, di lama larga e rotonda, in modo che taglio e impatto garantiscano un lavoro pulito e senza sbavature (se il tronco non è perfettamente liscio, fa resistenza sul terreno e muoverlo diventa faticoso).  Se invece bisogna spaccare i rocchi di tronco segati, in modo da ricavare pezzi di legna da ardere, si usa la scure stretta, perché in questo caso non bisogna tagliare ma insinuarsi fra le venature del legno e aprirlo (anzi, usare una scure che taglia molto, in questo caso non facilita ma rende più difficoltoso il lavoro).

I rami più sottili non vengono certo sprecati: con una piccola scure a lama larga (deve essere piccola, altrimenti la ripetitività del gesto affaticherebbe subito il braccio), i rami vengono pazientemente ridotti in piccoli pezzi, battendoli con la scure su  un grosso ceppo di legno (sciüc) appoggiato verticalmente al terreno, alto circa 70 cm (in modo da non affaticare troppo i muscoli della schiena con forti  piegamenti verso il basso), che viene usato anche per spaccare la legna grossa.

Spaccare e tagliare la legna non è facile: chi è inesperto rischia di farsi male, perché (specie con la legna fine) se si sbaglia inclinazione del taglio (che deve essere fatto sul bordo del ceppo, verso il basso), il pezzo di legno rimbalza indietro.  Se poi si è maldestri, si fa volare pezzi di legno dappertutto.  Pertanto, è nato un proverbio un po' fra il saggio e il sornione, che dice testualmente: "mej vardàn ü à chegà che vardàn ü che spàca sü lègna"; traducendo: "meglio guardare uno che sta cagando che guardare uno che spacca legna".