Lavori


 

 

 

  

 

 

 

Méi vardan ü a chegàa che vardan ü a tajà sü lègna.

Meglio guardar uno a cagare che uno a tagliar legna.

Questa espressione, di straordinario impatto figurativo è nello stesso tempo un piccolo capolavoro di umorismo.  L'umorismo nasce da una situazione paradossale e l'ignoto coniatore di questo detto, di umorismo e occhio allenato a cogliere il paradosso, doveva averne da vendere.  Infatti, chi spacca legna ogni tanto commette qualche errore e il pezzo di legno "vola" dalla scure non si sa dove; se trova una testa sul suo tragitto sono guai.  Ecco allora che è preferibile la prima ipotesi, quella di sopportare la vista di uno che fa i suoi bisogni, magari esteticamente meno suggestiva ma certamente meno dannosa per la salute...

 

I mestér fačc de noč, i salta fö dal dì.

I lavori fatti di notte, si vedono di giorno.

Saggio detto popolare: inutile lavorare quando non si è nelle condizioni migliori: gli errori prima o poi vengono a galla.  Speriamo non sia così per questo sito...

 

Questu 'l sta, questu 'l tée, quest m'el pianta l'an che vée

Questo sta, questo tiene, questo lo fissiamo l'anno prossimo.

Sottolineatura ironica di un lavoro fatto male nella vigna, subito dopo il disgelo, quando si "pianta sü", ossia si fissano i pali delle viti nel terreno.  Un'operazione noiosa, che comporta l'estrazione del palo dal suo buco, il raschiamento delle parti di legno marcite e di nuovo piantarlo nel terreno.  Chi invece vuole fare in fretta se ne fa una ragione e non guarda per il sottile.  Da qui, questo ironico detto.